Gualdo Casacastalda, interrogazione in Comune

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La sera di mercoledì 17 giugno sarà probabilmente quella in cui si chiarirà molto del futuro del Gualdo Casacastalda, visto che è in programma una importante riunione dell’assemblea dei soci, che seguirà il consiglio direttivo che si svolgerà questa sera. L’allarme lanciato il 4 giugno dal patron Matteo Minelli non appare rientrato e, anche qualora l’iscrizione al campionato di serie D venga portata a termine, i dubbi rimangono sulla quantità di risorse disponibili per la prossima stagione che saranno dirimenti sia per il tipo di campionato che si intenderà far disputare alla prima squadra, sia per proseguire il proficuo lavoro svolto dal settore giovanile.

Intanto le sorti della società arrivano anche in consiglio comunale, con una interrogazione urgente a risposta scritta presentata dai gruppi di minoranza Forza Italia e Roberto Morroni Sindaco. I consiglieri Morroni, Minelli e Fofi, nel loro atto ispettivo, ricordano che appena due anni fa si è concretizzata la fusione che ha portato alla nascita del nuovo club (“con notevoli sforzi da parte di chi ha realizzato tutto ciò, ma con grande convinzione e determinazione perché convinti del progetto abbracciato”, sottolineano) evidenziando come in precedenza il Gualdo Calcio “ha sempre svolto negli anni un ruolo molto importante per la nostra città, raggiungendo anche obiettivi importanti che hanno fatto conoscere la nostra comunità al di fuori anche della regione Umbria.”

Al sindaco gli interroganti chiedono di conoscere quali iniziative “intende prendere per scongiurare la non iscrizione della prima squadra del Gualdo Casacastalda al prossimo campionato, tenendo conto della scadenza del 9 luglio e cercando di impedire che la nostra città perda un altro tassello importante da un punto di vista sportivo, sociale, aggregativo.”

E anche in tutto il comune di Valfabbrica il calcio rischia di scomparire. Alla crisi del Gualdo Casacastalda si è aggiunta quella del Valfabbrica, a serio rischio di non iscrizione: presidente e consiglio direttivo si sono infatti dimessi in blocco. “Non c’è più possibilità di fare calcio”, ha detto il presidente Pieretti.

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