Grello in festa, è la Notte del Fuoco

Grello è una delle frazioni storicamente più importanti del comune di Gualdo Tadino, sede di un castello ormai testimoniato soltanto da frammenti di mura. Il paese, che domina dall’alto dei suoi 700 metri la pianura gualdese, sale alla ribalta ogni anno per la Notte del Fuoco, suggestiva rievocazione storica i cui elementi fondanti sono la guazza benedetta (acqua profumata con fiori ed erbe della campagna circostante) e le ncije (ceri di paglia e sciarmenti) che illuminano le tenebre.

Le origini rituali risalgono ad un’epoca precristiana con pratiche di culto propiziatorie che in epoca romana si celebravano il 24 giugno in onore della dea Fortuna. In epoca cristiana hanno assunto connotati profondamente religiosa legati al culto del patrono San Giovanni Battista, la cui festa si celebra il 24 giugno.

I tre rioni (San Giovanni, San Donato e Sant’Angelo) daranno vita questa sera a un corteo in costumi agresti. Alle 22, dopo la benedizione religiosa la distribuzione dei panetti benedetti di San Giovanni e della guazza purificatrice, si sfideranno nella “Festa del Fuoco”.
Nella prima fase podisti di tre rioni gareggiano nel giro dell’antico castello portando a spalla i ceri ardenti (ncije). Nella seconda le ncije vengono montante su delle tregge (carri agricoli senza ruote) e trainate a mano lungo la circonvallazione del colle. Vincerà il palio la treggia che taglierà per prima il traguardo. Un grande spettacolo pirotecnico chiuderà la suggestiva serata.

La Notte del Fuoco di San Giovanni può essere interpretata, quindi, come una classica festa patronale i cui aspetti rituali si collegano ad antichissimi culti agrari e di fecondità come confermano il cerimoniale religioso, i fuochi con funzione purificatoria e propiziatoria, la “guazza” (rugiada) dalle virtù fecondatrici, le erbe solstiziali (petali di fiori, erba della Madonna, petali di ginestra, margherite) e l’offerta del “panetto di San Giovanni”.

Sulla festa di Grello aleggia la presenza inquietante delle streghe, con una di queste, la Bastola, che assunse volto e fattezze umane per bruciare la nemica Gualdo.

 

 

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