Altro stop ma la squadra c’è. E adesso il derby, quello vero

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Omar Manuelli lo va ripetendo dalla prima giornata: “basta con i complimenti, voglio i punti.”

Invece anche ieri si è ammirato un bel Gualdo Casacastalda, capace di giocare alla pari (se non meglio in alcuni tratti) rispetto alla corazzata Foligno, convalescente finchè si vuole ma con un organico da stracciare il campionato. Alla fine a sorridere sono però stati gli avversari. Un solo tiro, anzi una deviazione in spaccata, nello specchio della porta è stato sufficiente a far volgere il match in favore dei falchetti. Da sottolineare, comunque, un rigore solare non concesso ad inizio ripresa per un doppio fallo, mano e trattenuta per la maglia, commesso da Calzola su una girata ravvicinata di Battistelli. Se fosse stata applicata la stessa regola che a Tofoni era costato il rosso con la Sangiovannese, avrebbe anche ridotto il Foligno in dieci. Invece nulla di tutto ciò, ma scaricare la responsabilità della sconfitta solo su questo episodio sarebbe fuorviante.

Il Gualdo Casacastalda ha un suo impianto di gioco, e questo è evidente. Manuelli sta sistemando il reparto arretrato e anche ieri ha messo la museruola a un tridente composto da Di Paola, Urbanelli e Keqi, con Bartolini subentrato nella ripresa, tutta gente che sa spedire la palla in porta con una certa facilità. Inoltre in settimana a rinforzare il reparto arriverà Palazzi, una volta terminati gli impegni con la Nazionale di San Marino. Il direttore sportivo Gagliardini, ospite di Trg, ha anche lasciato aperta l’ipotesi dell‘ingaggio di un portiere qualora vengano confermate le sei giornate di squalifica a Casini. Ieri intanto ha esordito Alessandro Lilli, chiamato in causa a poche ore dall’inizio della partita per l’indisponibilità di Fiorucci. Il diciassettenne portiere della Juniores è stato poco impegnato, ma ha mostrato subito sicurezza uscendo in area dopo pochi minuti e respingendo un insidioso corner nella ripresa. Incolpevole sul gol.

 

La carenza però si è adesso spostata in attacco: un gol nelle ultime tre partite è davvero poco e la mancanza di finalizzazione della manovra comincia a farsi sentire. Nel calcio ha ragione chi segna e al Gualdo Casacastalda manca quel tipo di bomber che sta trascinando altre squadre (leggi Tranchitella con la Colligiana, Invernizzi con la Sangiovannese, Balistreri con il Gubbio ecc. ecc.). Lo si sapeva, ma per sopperire a questo non indifferente deficit è necessario che i centrocampisti inizino ad inquadrare la porta e che qualche gol arrivi anche dal reparto arretrato, altrimenti sarà dura…

Ora testa al derby, l’unico riconosciuto dalla tifoseria gualdese. Quella con il Gubbio è una sfida che torna a distanza di quasi dieci anni, con le due squadre che in questo frangente hanno vissuto destini contrapposti. Sprofondato improvvisamente in Promozione il Gualdo per la non iscrizione del 2006 (quando Arcipreti aveva già ingaggiato un certo Juanito Gomez, divenuto poi fondamentale nella squadra di Torrente e oggi in serie A), il Gubbio è arrivato in B, vincendo due campionati di fila, lo stesso giorno che il Gualdo veniva sconfitto dal Trestina nei playoff di Eccellenza.

Lo stesso era accaduto a parti invertite negli anni Novanta, quando il Gubbio dalla C2 precipitò in Eccellenza mentre il Gualdo vedeva infrangersi la serie B su un palo dello stadio di Pescara.

Poi, come spesso accade nel calcio, le strade sono tornate ad incrociarsi e così succederà nuovamente domenica prossima.

Al di là dei valori in campo che pendono sicuramente dalla parte rossoblù, queste partite sono sempre da tripla, soprattutto se gli spalti del Luzi torneranno ad essere assiepati come nelle sfide disputate nei professionisti.