Il M5s dice “no al saccheggio” e ricorre al prefetto

Continua a tenere banco il consiglio comunale di Gualdo Tadino del 28 ottobre scorso (poi spostato al 29 per la mozione presentata dal consigliere del M5s Stefania Troiani) nel quale è stato dato parere favorevole alla proroga della concessione a Rocchetta Spa.

Il Movimento 5 Stelle sta richiedendo l’intervento del prefetto di Perugia “per rivendicare un diritto democratico fondamentale, e cioè il diritto di accedere liberamente alle informazioni e di poter svolgere correttamente il proprio ruolo di consiglieri comunali”, riporta una nota.

Nel caso specifico i pentastellati portano all’attenzione del prefetto che “la documentazione relativa a due punti in ordine del giorno del consiglio comunale del 28 ottobre 2015 non è pervenuta entro il termine minimo previsto dal regolamento del consiglio comunale e delle commissioni consiliari del Comune di Gualdo Tadino e rilevano che “non c’è stato tempo sufficiente per poter esaminare opportunamente la documentazione.” Per il M5s risulta essere stato “violato il diritto dei consiglieri comunali di ottenere dagli uffici del comune tutte le informazioni utili all’espletamento del loro mandato.”

A pochi metri di distanza dalla Prefettura, e cioè a Palazzo Cesaroni sede dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, il capogruppo regionale M5s Andrea Liberati è tornato a parlare delle acque minerali umbre chiedendo se “valgano meno del petrolio lucano dove ci sono royalties del 10 per cento e cioè a multipli infinitamente superiori rispetto a quelli applicati alla Rocchetta nel settore ben più cruciale dell’acqua”, mentre in Umbria “si svendono le nostre risorse idriche alla multinazionale Rocchetta”. Per Liberati è ora di dire “basta a questo saccheggio” con la Regione che dovrebbe “entrare negli utili delle società, limitando scorribande finanziarie che distruggono posti di lavoro”.

“La Regione – sostiene Liberati – è titolare del demanio idrico, ma è come se ne gettasse via i relativi diritti. Non è infatti sostenibile da nessun punto di vista far pagare l’acqua minerale umbra un millesimo di euro al litro, quando sul mercato viene poi rivenduta a un prezzo anche superiore a 500 volte al litro, con decine di milioni di euro in pubblicità. È una vergogna, con irreversibili danni per le persone, le comunità, l’ambiente e l’economia.”

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