Sorrentino: “Comune e Confraternita collaborino”

“Abbiamo a lungo faticato in questi anni per stabilire un equilibrio tra le parti, Diocesi e Amministrazione, che è nostra ferma intenzione preservare. Invito pertanto il Comune e la Confraternita a collaborare con sinergia, soprattutto  in questo periodo di celebrazioni pasquali. Non si può negare che la mostra “Dalla terra al cielo” sia un progetto bello e importante per la città e in questo caso, l’altrettanto importante e significativa tradizione del Cristo Morto, può armonizzarsi con la Chiesa di San Francesco, anche in presenza dell’esposizione”.  Con queste parole il vescovo diocesano monsignor Domenico Sorrentino intende chiudere la polemica aperta da un duro comunicato della Confraternita della Santissima Trinità circa la presenza all’interno della chiesa monumentale di San Francesco della mostra curata dal Polo Museale nel periodo di Pasqua che, secondo l’associazione, impedirebbe l’esposizione della statua del Cristo Morto il Venerdì Santo.

Il presule ha espresso il proprio parere sulla vicenda al termine della visita fatta proprio alla mostra, avvenuta stamane, rispondendo all’invito formulatogli dall’amministrazione comunale e dal Polo Museale di Gualdo Tadino. Un’esposizione che accoglie le opere di cinquanta maestri di chiara fama, tenuta a battesimo dall’autore Mogol e dal critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Sulla vicenda, dopo le parole della direttrice Catia Monacelli che ha accompagnato il vescovo e il sindaco nella visita alla mostra, è intervenuto anche Massimiliano Presciutti: “Con meraviglia e profondo rammarico ho appreso da una nota stampa questo secco out-out della Confraternita della Santissima Trinità. Non erano andati di certo in questa direzione i colloqui molto costruttivi precedenti al comunicato diffuso, sia con la Diocesi, sia con la Confraternita. L’Amministrazione ha dato la massima disponibilità alla collaborazione, affinché la mostra, che per ovvie ragioni non si può smontare, non fosse di alcun impedimento. La stessa struttura, ospiterà a breve la mostra di Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, che a Parma ha portato 40.000 persone. Toglierla oggi, significherebbe gettare alle ortiche migliaia di euro che sponsor e Polo Museale hanno sostenuto, a beneficio dell’intera comunità. Per queste motivazioni non è possibile disallestire la struttura. Sopralluoghi tecnici, inoltre, hanno accertato la possibilità, auspicabile e desiderata, nel rispetto della tradizione del “Cristo Morto” e di questo importante luogo di culto e di arte, di una coesistenza, così come attuabile da convenzione, di queste due importanti manifestazioni. Dirò di più, mi sono reso disponibile fin da subito a mettere in campo tutte le soluzioni praticabili affinchè questa importantissima tradizione possa proseguire nella maniera migliore possibile, l’esatto contrario di ciò che purtroppo è stato scritto. La processione non solo si farà (nessuno aveva mai nemmeno lontanamente pensato al contrario) ma anche l’esposizione del Cristo Morto ci sarà regolarmente. Tutta questa polemica francamente mi ha molto amareggiato perché con Sua Eccellenza il vescovo ho avuto modo di condividere un pensiero comune”.

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