A Gubbio sparisce l’ambulanza del 118

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GUALDO TADINO – La postazione del 118 fissa davanti all’ex ospedale di Gubbio sparisce dal bando di gara per la gestione del trasporto indetta dalla Asl 1 Umbria. Una decisione coraggiosa quella della Asl 1 che potrebbe però avere come causa la non giustificabilità della spesa rapportata agli interventi. E se è così sarebbe una scelta sacrosanta.

Non facciamo certo peccato se colleghiamo questa decisione con la questione sollevata lo scorso marzo dal sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti con la sua richiesta di “un resoconto sull’attività del servizio di 118 presso l’ex Ospedale di Gubbio dall’anno in cui è stato attivato fino ad oggi, della casistica degli interventi effettuati, dei costi sostenuti per il mantenimento del presidio“. Il sindaco gualdese aveva giustificato tutto questo al fine “di valutare opportunità e sostenibilità economica dei servizi del 118, l’efficacia del presidio del servizio presso l’ex Ospedale di Gubbio e le problematiche che l’utenza ed il personale dell’Ospedale di Gualdo Tadino-Gubbio si trovano quotidianamente ad affrontare. Una verifica lecita su un servizio di interesse pubblico che ogni buon amministratore può e dovrebbe chiedere e verificare puntualmente. I soldi spesi per il servizio del 118 sono a carico di tutti i cittadini e non solo degli eugubini“.

Ora non sappiamo se tutto quanto sollevato da Presciutti abbia influito nella decisione di non comprendere, nel bando di gara, l’affidamento del trasporto dell’ambulanza eugubina. Sta di fatto che ora il mezzo si troverà senza “autisti”.
Insorge ovviamente il consigliere regionale Andrea Smacchi che giudica il fatto come “grave e al quale è opportuno porre rimedio il prima possibile”. Il consigliere eugubino annuncia la presentazione di una interrogazione urgente alla Giunta per conoscere “le motivazioni che sono alla base del mancato inserimento, tra quelle oggetto di bando di gara, della postazione del 118 a Gubbio e soprattutto quali azioni la Giunta voglia adottare per garantire la continuità di tale servizio”.

Ora, secondo Smacchi, le strade percorribili sarebbero due: l’estensione del servizio così come prevista dal capitolato di gara o la stipula di una convenzione tra la Asl e le associazioni di volontariato che gestiscono il trasporto sanitario locale, per mettere in sinergia personale infermieristico Asl e mezzi e autisti delle associazioni.

Ce ne sarebbe anche una terza, secondo noi. Quella di dirottare le risorse liberate per una giusta causa: diminuire le problematiche che l’utenza ed il personale dell’ospedale unico di Branca si trovano quotidianamente ad affrontare.