Jp, in mobilità 400 lavoratori. Fiom: “Ecatombe occupazionale”

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Tornano ad allungarsi ombre minacciose sul futuro della Jp Industries. L’azienda dell’imprenditore Giovanni Porcarelli che ha acquisito la ex Antonio Merloni, ha infatti avviato la procedura di mobilità per 400 lavoratori. Si tratta di un licenziamento collettivo per 400 lavoratori, quasi il 60% della forza lavoro.
La notizia è stata comunicata dal segretario della Fiom Cgil di Fabriano Fabrizio Bassotti.

Attualmente la J.P., che ha avviato la propria attività aziendale nel 2012 acquisendo gli stabilimenti produttivi della ex Antonio Merloni in amministrazione straordinaria, conta 684 dipendenti (619 gli operai), distribuiti nelle fabbriche di Fabriano e Gaifana. In media, ricorda l’azienda, dall’anno dell’acquisizione ad oggi ci sono sempre stati 480 lavoratori in Cigs e il piano industriale di fatto non è mai decollato. Soprattutto, secondo J.P., per le conseguenze del contenzioso nato dal ricorso delle banche creditrici contro l’acquisizione dell’ex Merloni. A detta di J.P. si è determinata una situazione negativa ”definitiva e strutturale”, che impone scelte di ”efficientamento produttivo” e una ”riduzione del personale’‘. L’avvio della procedura di mobilità è stato comunicato ai ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e alle parti sociali. I 400 addetti verranno messi in mobilità entro 120 giorni dalla conclusione della procedura, o entro un termine diverso se dovesse essere raggiunto un accordo sindacale.

Durissima la reazione dei sindacati. La Fiom fabrianese considera ”irricevibile” la decisione, e ha chiesto alla Regione Marche ”di agire nei confronti dell’imprenditore perché ritiri la procedura anche in ragione delle disponibilità pubbliche di cui Jp già beneficia. Se non dovesse essere ritirata l’apertura della procedura di mobilità, per il fabrianese (e la Fascia Appenninica, ndr) si tratterebbe di un’ennesima ecatombe occupazionale.”

Per Andrea Cocco della Fim Cisl di Fabriano “non è una partita che si può gestire scaricandola sui lavoratori: i 400 licenziamenti annunciati da Jp sono inaccettabili, e i lavoratori di Marche e Umbria risponderanno compatti. La transazione con le banche creditrici dell’A. Merloni comporta tempi lunghi, e così le decisioni ministeriali, ma questo non giustifica il licenziamento di 400 persone”, evidenzia. Il sindacato auspica un intervento del ministero dello Sviluppo economico e delle istituzioni delle due regioni interessate.

Per il consigliere regionale Andrea Smacchi “la decisione consegna il territorio in uno stato di incertezza che sembrava essere superato. Come in un terribile gioco, siamo di nuovo al punto di partenza, anche se si pensava di aver scongiurato il peggio, soprattutto alla luce dei buoni esiti dei bandi per la riqualificazione industriale del territorio, ma anche dopo le tante riunioni al ministero dello Sviluppo Economico, che sembravano aver fatto raggiungere un accordo con gli istituti di credito. Ora – conclude Smacchi – per fare chiarezza sulla vicenda e sulle reali intenzioni dell’imprenditore, è opportuno che arrivi il prima possibile una nuova convocazione del tavolo al Ministero, oltre ad una azione sinergica delle Regioni Umbria e Marche, affinché l’imprenditore ritiri la procedura”.