JP, parlano i sindaci: “Porcarelli offensivo!”

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GUALDO TADINO – Il licenziamento collettivo del 60% della forza di lavoro. Quello che sta mettendo in atto la J.P. Industries, oltre che inattesa, è una mannaia che si abbatte sulla già devastata economia del nostro territorio. L’azienda di Giovanni Porcarelli, che ha acquisito la ex Antonio Merloni, ha infatti avviato la procedura di mobilità per 400 lavoratori su un totale di 684 dipendenti.

In media, dall’anno dell’acquisizione ad oggi ci sono sempre stati 480 lavoratori in Cigs e il piano industriale di fatto non è mai decollato. Soprattutto, secondo J.P., per le conseguenze del contenzioso nato dal ricorso delle banche creditrici contro l’acquisizione dell’ex Merloni. A detta di J.P. si è determinata una situazione negativa ”definitiva e strutturale”, che impone scelte di ”efficientamento produttivo” e una ”riduzione del personale’‘. L’avvio della procedura di mobilità è stato comunicato ai ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e alle parti sociali. I 400 addetti verranno messi in mobilità entro 120 giorni dalla conclusione della procedura, o entro un termine diverso se dovesse essere raggiunto un accordo sindacale.

Sulla vicenda, che rischia di uccidere la tenuta economica e sociale del territorio della fascia appenninica tra Umbria e Marche, sono intervenuti i sindaci di Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Fabriano e Sassoferrato, Massimiliano Presciutti, Giovanni Bontempi, Giancarlo Sagramola e Ugo Pesciarelli. Il loro comunicato congiunto parla di una decisione irricevibile, provocatoria e al di fuori di ogni regola, oltre che lesiva della dignità delle persone.

“Il nostro territorio rischia ancora una volta di essere fortemente penalizzato – recita il comunicato stampa – e intere famiglie che intravedevano uno spiraglio di luce, ora si ritrovano a vivere paure ed ansie che sembravano essere superate. Auspichiamo dunque una mobilitazione generale ed un impegno istituzionale forte e concreto per cercare di risolvere questa delicata questione. Da parte nostra con tutte le nostre forze siamo già in prima linea per fare chiarezza sulla vicenda. Giovanni Porcarelli non può permettersi tutto ciò, il suo atteggiamento è offensivo e privo di senso. Dopo anni di trattative e di promesse mai mantenute, non possono e non devono essere sempre i lavoratori ed il territorio a pagare il prezzo più alto. Chiediamo pertanto da subito di poter incontrare l’azienda e contestualmente chiediamo al MISE di riconvocare con urgenza le parti al Ministero”.

In pratica un’autentica catastrofe, l’ennesima, si sta per abbattere in un territorio messo già con le spalle al muro da una crisi che sembra infinita, Un territorio che non può più permettersi di perdere mezzo posto di lavoro. Figuriamoci 400.