Castellani su Renzi, Rocchetta e la crisi

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GUALDO TADINO – Anche il gruppo consiliare Appello per Gualdo interviene sulla visita del Presidente Renzi alla Rocchetta. Lo fa tramite il suo capogruppo Brunello Castellani, che rileva come anche nella precedente visita di un presidente del Consiglio in città, quella di Massimo D’Alema, si era in presenza di un terremoto. Naturale quello del 1997, economico quello attuale.

“Il punto è che al centro della visita di Renzi – dichiara Castellani – non c’è stato l’impegno per invertire il declino della nostra città e di una vasta area del territorio umbro-marchigiano. La sua presenza ha riguardato l’inaugurazione delle tratte umbre del Quadrilatero e, appunto, la visita alla Rocchetta. Non mi sfugge l’importanza del completamento di infrastrutture viarie attese da decenni e neppure l’esigenza di valorizzare “l’Italia che va” ma, allo stesso tempo, credo si sia perduta una grande occasione. Quella di impegnare il Presidente del Consiglio su progetti per il rilancio occupazionale e della qualità sociale del nostro territorio e, contestualmente, lo stesso Renzi ha perso l’opportunità di far sentire la propria vicinanza a chi soffre sulla propria pelle le conseguenze della lunga crisi. I rappresentanti del popolo hanno sempre “parlato con i potenti” ma quello che oggi manca, o almeno appare meno evidente, è l’impegno a farlo nell’interesse generale dei cittadini e, in particolare, dei più deboli”.

Per quanto riguarda la questione Rocchetta, Appello per Gualdo ritiene che l’investimento dell’azienda di acque minerali sia rilevante, ma giudica non opportune le “invasioni di campo” esternate da Matteo Renzi.

“Siamo in presenza di un ricorso al Tribunale amministrativo – dichiara Castellani – e credo sia stata più opportuna una sollecitazione a decidere in tempi rapidi. Sono, inoltre, sempre più convinto che, oltre alla relativa ricaduta occupazionale, sarebbe essenziale impegnare Rocchetta in un progetto più complessivo di sviluppo e valorizzazione dell’area, come la realizzazione e gestione di un Parco scientifico didattico sul tema delle acque. Insomma una chiara assunzione di responsabilità sociale da parte dell’azienda verso la città che, peraltro, potrebbe contribuire a creare un clima migliore nei confronti dell’investimento industriale. Anche in questo senso si è persa un’occasione”.

Per Castellani sono anche altre le questioni dimenticate durante la visita del Presidente del Consiglio: la ceramica e la riconversione di un’azienda importante come Tagina, oltre all’infinita crisi ex Merloni. “Restano le preoccupazioni per un piano industriale che non decolla – conclude il capogruppo – mentre le nuove iniziative imprenditoriali che puntano a ottenere i benefici dell’accordo di programma, non offrono la concreta prospettiva di riassorbire i troppi posti di lavoro perduti. Su questi temi non tutto è nelle mani del governo cittadino, ma dobbiamo domandarci se si sta facendo tutto il possibile per sostenere le imprese che ci sono e far nascere nuove attività. Ritengo che la creazione di lavoro e ricchezza sia la questione sulla quale impegnarsi ogni giorno. Non mi pare che questo stia avvenendo”.

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