Torna “Venite Adoremus”, il presepe vivente della Capezza

Un'immagine del presepe dello scorso anno
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GUALDO TADINO – Anche quest’anno la magia del presepe vivente “Venite Adoremus” verrà riproposta dall’Associazione Culturale Capezza, che non si ferma qui, ma raddoppia con l’organizzazione dello spettacolo teatrale “Il suono di Dante. Viaggio contemporaneo tra Inferno e Paradiso“.

Diverse ovviamente le location. Gli orti dell’Istituto Bambin Gesù per il presepe (25, 26 dicembre; 5 e 6 gennaio) e il teatro Talia per lo spettacolo teatrale (martedì 20 settembre alle ore 21). Entrambi gli eventi hanno il patrocinio del comune di Gualdo Tadino. Il presepe vivente si ispirerà quest’anno all’Adorazione di Gentile da Fabriano, definito da Vittorio Sgarbi “il più grande capolavoro del Gotico internazionale”.

L’incantevole dipinto, terminato nel 1423, fu commissionato da Palla di Nofri Strozzi per l’altare della cappella di famiglia della chiesa vallombrosana di Santa Trinità a Firenze – spiega Michele Storelli, presidente dell’Associazione Capezza – ed è custodito oggi alla Galleria degli Uffizi. Stipati all’interno di una elaborata cornice, i personaggi di Gentile si accalcano come dentro ad uno scrigno di tesori e si animano, come ha scritto lo storico dell’arte Molajoli, ‘simili ‘a fiori sbocciati così, per una forza ignota e miracolosa, nella rorida freschezza di un mattino’“.

Nello stesso modo, nella cornice della Capezza e protetto nello scrigno del Convento del “Bambin Gesù” – continua Storelli – il Presepio vivente racconterà il mistero della Natività di Cristo, immergendo i protagonisti e i visitatori nella suggestiva sacralità del paesaggio appenninico umbro-marchigiano, nell’illustrazione delle umili attività umane descritte o semplicemente suggerite dal pittore, nella vivacità della rappresentazione affidata alla presenza di animali conosciuti o esotici e, soprattutto, nello stupore dorato degli abiti indossati, pari a quelli dei personaggi di un racconto di fate“.

Quello che viene proposto presso il teatro Talia, “Il suono di Dante” è invece uno spettacolo che con sguardo nuovo gioca con le pagine dantesche liberandole dalle mille sovrastrutture critiche sedimentatesi nel corso dei secoli. Suono inteso come Parola, Rumore, Poesia e Musica, affidato alle voci di Silvia Siravo e Francesco Maccarinelli, alla creazione musicale di Giovanni Paris e impreziosito dai costumi di Daniele Gelsi. Ma il “suono di Dante” – si legge nelle note tecniche – è anche il “sogno di Dante”, il racconto vertiginoso di un uomo che ha sognato per noi tutti i mondi possibili.

L’associazione Capezza è anche presente in questi giorni in piazza Martiri con un proprio mercatino.