Rinviato l’incontro sull’area ex Merloni. Paparelli: “Svolto un buon lavoro”

Un impegno del viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova ha fatto saltare l’incontro che si sarebbe dovuto tenere oggi sulle problematiche dell’area ex Merloni, il futuro della Jp Industries e in generale sulla crisi della Fascia Appenninica.

All’incontro, promosso dalla I e II Commissione regionale dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, dovevano partecipare il presidente e il vice presidente della giunta regionale, i sindaci del territorio e i rappresentanti delle forze sindacali. Vedremo se e quando questo vertice verrà riprogrammato, anche se, a quanto risulta, dovrebbe tenersi nuovamente entro breve tempo.

L’ASSESSORE PAPARELLI: “SVOLTO UN BUON LAVORO” – Intanto, nella giornata di ieri, si è tenuta una informativa dell’assessore Paparelli in Prima commissione sull’area ex Merloni e sulle prospettive e gli interventi per il rilancio della Fascia Appenninica.

Paparelli ha detto che “tutti gli interventi di competenza regionale sono stati messi in campo, sia per le politiche attive del lavoro, sia per i programmi di investimenti per le Pmi per tre milioni di euro. Conclusa l’istruttoria di quattro grandi progetti ammessi ai programmi nazionali, con un investimento di 13 milioni. A questi vanno aggiunti ulteriori 9 milioni finalizzati alla valorizzazione degli assett produttivi del perimetro umbro-marchigiano della Antonio Merloni. A breve dovrebbero cominciare gli investimenti con le assunzioni previste. L’unica vicenda – ha affermato Paparelli – che ancora non è arrivata a conclusione è la trattativa tra J&P Industries e le banche per la concessione di un finanziamento di 20 milioni di euro per la realizzazione degli investimenti previsti per la produzione di elettrodomestici di alta gamma per la valorizzazione degli asset produttivi di Nocera umbra e Gaifana. E su questo attueremo una costante azione di monitoraggio, perché se andasse in porto anche questo elemento credo che avremmo fatto un buon percorso. Lavoreremo nelle prossime settimane per accelerare al massimo, anche in vista della conclusione degli ammortizzatori sociali”. Questi i dati forniti dall’assessore regionale relativi alla situazione occupazionale: su circa mille dipendenti della parte umbra, 350 sono stati riassunti da J&P. Dei restanti 610, 565 hanno partecipato alle azioni regionali di politiche attive e 65 sono stati riassunti, mentre altri 12 con le procedure over 30.

LA SITUAZIONE OGGI – Questo il quadro che la Regione Umbria ritiene “un buon lavoro svolto”. La realtà però dice che dei “quattro grandi progetti ammessi ai programmi nazionali” ben tre si trovino al di fuori del territorio della Fascia Appenninica, poichè il famoso Accordo di Programma è stato allargato a zone che praticamente poco o nulla hanno avuto a che vedere con la crisi della Merloni. Ne è dimostrazione il fatto che i sindaci di molti Comuni inclusi nell’Accordo di Programma non fanno parte di quelli invitati dalla stessa Regione all’incontro, rinviato, con il viceministro Bellanova. Ma è proprio da quelle parti che si svilupperanno i maggiori investimenti. Inizialmente erano addirittura quattro su quattro le imprese ammesse al contributo situate al di fuori della Fascia Appenninica, ma una società di Assisi ha avuto un esito istruttorio negativo ed è così subentrata un’azienda gualdese.

LA TABELLA DELLA LEGGE 181/89

I 350 riassunti dalla Jp, se non partirà l’attività produttiva con l’arrivo del finanziamento da parte delle banche, si vedranno scadere ad ottobre la cassa integrazione. Dei 565 “che hanno partecipato alle azioni regionali di politiche attive” la stragrande maggioranza è ormai senza lavoro e senza ammortizzatori sociali e i restanti, con la fine della mobilità, si ritroveranno tra pochi mesi nelle stesse condizioni. Il tutto senza considerare i danni provocati all’indotto dalla chiusura della Antonio Merloni. Un quadro che ci appare “leggermente” diverso da quello dipinto dall’assessore regionale.

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