SOS Fontanile di Campetella: un luogo da salvare dall’abbandono

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Il primo sentimento è quello della disaffezione ai nostri luoghi. Tutto sta andando a ramengo. Oppure no? Per la verità spesso, sui social, sono state postate immagini di luoghi abbandonati a se stessi o al vandalismo sciocco.

Ora ci piace partire da quel luogo, un po’ selvaggio, che è sempre stato il Fontanile di Campetella, un antico abbeveratoio lungo 45 metri e costruito nel 1840. Era un po’ un’impresa raggiungerlo, sia dalla Gola della Rocchetta (dopo l’alluvione del 2013 è diventato pressochè impossibile), sia dal Serrasanta. Molto apprezzato per campi scout: acqua, prati per l’attendamento e per i giochi, ombra e, cosa non secondaria, sufficientemente lontano dalla vita di sempre.

Ora giace nel più completo abbandono (nella foto di copertina: com’era e come si presenta oggi). I prati sono invasi dall’infestante “rosa canina”. L’abbeveratoio è completamente ostruito da sassi ed erbacce. Così è per la pavimentazione antistante e per il prato. Regge quella vecchia staccionata piantata lì circa venti anni fa dopo un restauro ad opera del locale Cai, ma anche del sempre presente Avis, poi rifatta nel 2012 dal locale Comitato Soci Coop. Dalla cannella appena un filo d’acqua: una volta era necessario regolarla per la troppa pressione. Questo luogo venne già sistemato nel 2002 grazie a un intervento congiunto tra Comune di Gualdo Tadino e Comunità Montana Alto Chiascio.

Davvero ci stiamo abituando alla non conservazione? A non sentire più il bisogno di una scampagnata?
Eppure se qualcuno ha avuto occasione di frequentare parchi di grandi o medie città del nord Europa o di New York, avrà notato come questi posti nella bella stagione siano invasi da famiglie e da tantissimi giovani che hanno scoperto (o mai abbandonato) la bellezza di una giornata sui prati.

Allora, riprendiamoci i nostri luoghi. Sarebbe opportuno che qualcuno li censisca e ne metta in essere un recupero totale. Quindi, se necessario, li si affidi a una associazione, ad un ente, li si faccia “adottare”, come ad esempio accaduto con l’Avis per l’Eremo di Santo Marzio. Di sicuro un luogo caro ai gualdesi come il Fontanile non può essere lasciato in quello stato.

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