Facebook “bacchettone” con “Seduzione e potere”, Presciutti furente

Su Facebook non possono essere mostrati “immagini o video di nudo o scollature troppo profonde”, neanche se si tratta di opere d’arte di grandissimo valore e neanche se questi quadri “audaci” sono addirittura ospitati in una chiesa consacrata. La mannaia della censura del social network scatta con la stessa fulmineità di un ex presidente della Repubblica non ancora in carica, quando all’interno di un ristorante si alzò in piedi per riprendere pubblicamente una signora per l’abbigliamento, a suo parere sconveniente poiché ne mostrava le spalle nude.

E così la mostra “Seduzione e Potere” offenderebbe quello che potremmo definire “il social senso del pudore” visto che, come è scritto nella risposta ufficiale di Facebook, “promuove prodotti o servizi per adulti”.

Questa decisione potrebbe scatenare una serie infinita di battute goliardiche, ma chi invece non ha assolutamente voglia di riderci su è il sindaco Massimiliano Presciutti, considerato che l’evento curato da Vittorio Sgarbi e Antonio D’Amico rappresenta per il 2017 l’appuntamento clou della città sotto il profilo culturale.

“Una censura inaccettabile e una dimostrazione di ignoranza che mi indigna profondamente e ferisce la città di Gualdo Tadino, l’Umbria ed il Paese nel suo complesso – afferma il primo cittadino – La decisione di Facebook non può essere tollerata. Paragonare capolavori assoluti dell’arte italiana che spaziano dal ‘500 al ‘700, molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico, a ciò che non può essere mostrato a chi non ha ancora raggiunto la maggiore età è una dimostrazione di ignoranza assoluta e una mancanza di rispetto nei confronti di una intera comunità – prosegue Presciutti – Tutto ciò non può passare in sordina. Sarà mia cura informare puntualmente le istituzioni regionali e nazionali per chiedere l’immediato ripristino della possibilità di far godere anche in rete di alcune pillole di un evento culturale di enorme rilievo nazionale e internazionale che abbiamo costruito grazie al contributo di tanti privati e delle istituzioni, curato magistralmente dal professor Vittorio Sgarbi e da Antonio D’Amico. Anche in virtù di questo inaccettabile episodio intensificheremo il nostro rapporto con le scuole affinché anche e soprattutto i più giovani possano godere dello spettacolo di altissimo spessore artistico e culturale che fino al prossimo 3 dicembre potrà essere ammirato solo a Gualdo Tadino.”

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