Presciutti duro: “Caso Rocchetta in una fase di stallo intollerabile”

Anche il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti ha partecipato sabato scorso alla manifestazione a tutela dei lavoratori della Perugina. Il primo cittadino aveva già preso posizione sull’argomento, esprimendo solidarietà, ma nello stesso tempo ricordando la situazione drammatica in cui versa la fascia appenninica dal punto di vista lavorativo. E oggi Presciutti, con un comunicato stampa, torna sull’argomento occupazione prendendo spunto da ciò per rimettere in evidenza il caso Rocchetta.

L’iniziativa di Perugia – ha detto il sindaco gualdese – mi ha fatto pensare che la questione Rocchetta può essere definita a tutti gli effetti una vertenza al contrario. La lotta non è basata sulla tutela e la difesa di posti di lavoro a rischio, quanto sulla ferma volontà di pochi di fermare ad ogni costo un’opportunità di sviluppo ambientale, economico e sociale, tradotto in lavoro”.

La situazione attuale è definita dal primo cittadino “assurda e paradossale“. “Nel caso di Rocchetta – afferma Presciuttisi sta impedendo di sviluppare un piano di sviluppo industriale a totale carico di un’impresa senza un centesimo di aiuto pubblico. Gli oppositori si barricano dietro il fatto che l’azienda sfrutta un bene primario come l’acqua, che a loro dire rischia nei prossimi anni di venire meno. Omettono però di dire che nonostante si sia vissuta una delle siccità estive più importanti degli ultimi 100 anni, la risorsa acqua nel nostro territorio non è mai mancata. E chi dice il contrario dice una falsità e mente sapendo di mentire

In questi giorni sono iniziati i lavori di ripulitura, da parte di Rocchetta SpA, dell’area delle fonti storiche, gravemente danneggiate dall’alluvione del 2013. “Se si fosse dato seguito da subito al piano industriale proposto da Rocchetta – sostiene il primo cittadino – a quest’ora avremmo non solo un’area completamente rinnovata, più sicura, più bella e completamente fruibile, ma anche un nuovo stabilimento produttivo, che significa appunto lavoro“.

E’ spunto di riflessione, quindi – conclude il sindaco – vedere da un lato una lotta giusta per difendere un’azienda come la Perugina, dall’altro vedere un’opportunità di investimento di molti milioni di euro trovarsi in una fase di intollerabile stallo. Il tutto dovuto al ricorso di una Comunanza Agraria, che ormai a distanza di quasi due anni dal suo riconoscimenti formale, non solo non ha investito un centesimo nel territorio e non si è dotata di regole certe per la gestione di sua competenza, ma rischia di compromettere incredibilmente il buon esito di un intervento che sotto il profilo ambientale, economico e sociale non ha pari nella storia recente della nostra città e della nostra Regione. Nei prossimi giorni avrò modo di rappresentare in forma dettagliata tutto quanto sta accadendo all’attenzione delle più alte cariche istituzionali del Paese, affinché a prevalere sia davvero il bene comune ed il buon senso e non l’interesse di pochi a discapito di un’intera comunità”.

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