Lavoro: male l’Umbria, peggio Gualdo Tadino e la Fascia Appenninica

Una perdita secca di 871 posti di lavoro con un tasso di disoccupazione che si attesta sul 10,3%. Questo è quanto ha prodotto la crisi nel Sistema Locale del Lavoro di Gualdo Tadino (che comprende anche i comuni di Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Sigillo e Valfabbrica) negli anni dal 2008 al 2016 secondo i dati contenuti nel dossier “Struttura ed evoluzione del mercato del lavoro nei sistemi locali”, presentato dal presidente dell’Istat Giorgio Alleva alle commissioni congiunte di Camera e Senato il 3 ottobre scorso.

Se larga parte dell’Umbria tende a scivolare verso il Sud in termini di capacità di tenuta e ripresa, il Sistema Locale del Lavoro di Gualdo Tadino insieme a quello di Gubbio (che include anche Scheggia e Pascelupo), è la realtà messa peggio a livello regionale, avendo perso anche 124 posti nel triennio 2013-2016 definito “della ripresa”. I due principali centri del comprensorio si contendono anche il triste primato di realtà con il tasso di disoccupazione più elevato: 10,5% Gubbio, 10,3% Gualdo Tadino. Nel 2001 i senza lavoro nel SLL di Gualdo Tadino erano poco più del 5%. Questo territorio fa registrare anche la seconda più alta diminuzione di occupati nel triennio 2013-2016: -6,8%, preceduta soltanto da Orvieto (-6,9%).

tabella lavoro umbria

“Persistente scarsità di lavoro, precarietà e basse remunerazioni: un mix micidiale che purtroppo caratterizza l’occupazione in Umbria”. Lo hanno affermato il presidente dell’Ires Cgil Mario Bravi e il ricercatore Lorenzo Testa che hanno analizzato nel dettaglio i dati del dossier Istat.

Lo studio analizza l’andamento dei 611 sistemi locali del lavoro (SLL) italiani, luoghi in cui la popolazione risiede e lavora, ossia dove esercita la maggior parte delle relazioni sociali ed economiche. Queste entità territoriali vengono definite dai flussi di pendolarismo e non sono necessariamente dipendenti dall’articolazione amministrativa. 14 dei 611 SLL italiani sono all’interno dell’Umbria.

Nel report gli SLL vengono suddivisi in quattro categorie in base alla variazione congiunta dei livelli di occupazione nell’intero periodo (2008-2016) e negli anni della ripresa (2013-2016). Vengono definiti “vincenti” i Sistemi Locali nei quali in entrambi i periodi è aumentata l’occupazione e, all’inverso, risultano “perdenti” quelli in cui si è verificato l’opposto. Sono invece “resistenti” gli SLL in cui l’occupazione aumenta nell’intero periodo ma diminuisce dal 2013 al 2016 e infine sono “in ripresa” quelli dove è avvenuto il contrario.

In base a questa suddivisione l’Umbria risulta avere uno dei risultati peggiori a livello nazionale, con Gualdo Tadino e Gubbio che si trovano in fondo alla classifica regionale.

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