Presciutti sul lavoro: “Ripartiamo dalla ruralità e dall’artigianato di qualità”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti.

“Nei giorni scorsi anche la Chiesa attraverso due delle sue massime espressioni come il Presidente della CEI Cardinale Gualtiero Bassetti ed il Vescovo della diocesi di Assisi-Gualdo Tadino e Nocera Umbra Domenico Sorrentino ha lanciato messaggi molto forti sul tema lavoro. Oltre a un grido di allarme ed una forte preoccupazione espressa per la difficile situazione umbra ed in particolare per il territorio della fascia appenninica, i due presuli hanno ribadito con parole molto chiare e forti quanto sia necessario un nuovo protagonismo dei giovani ed allo stesso tempo una piena assunzione di responsabilità da parte della politica e delle istituzioni.

Le grandi difficoltà che quotidianamente dobbiamo affrontare, che coinvolgono tanti cittadini, tanti lavoratori, tanti giovani, sono lì a dirci che non possiamo più limitarci a rincorrere le crisi, ma dobbiamo necessariamente e coraggiosamente compiere scelte di campo. Smettiamo di guardarci l’ombelico e prendiamo coscienza che non è più il momento delle divisioni e delle contrapposizioni  basate solo ed esclusivamente su battaglie fittizie di piccolo cabotaggio.

Ai miei concittadini e corregionali credo che non interessa poi più di tanto la triste gara a chi la spara più grossa a chi urla più forte, prima che sia troppo tardi dobbiamo farla finita anche nei territori di dividerci su tutto, di trovare sempre e comunque un motivo per litigare, piuttosto che riannodare con grande forza i fili di un dialogo e di confronto nel merito delle questioni. Hanno ragione il Cardinale Bassetti ed il Vescovo Sorrentino, non possiamo limitarci a fare l’elenco dei problemi ma abbiamo il dovere di costruire le possibili soluzioni.

E allora di fronte al calo demografico, ai giovani che emigrano, alle tante troppe vertenze aperte, non possiamo rispondere solo con le enunciazioni di principio o con il proliferare di tavoli, dobbiamo alzare l’asticella e ricominciare a costruire il futuro. Per farlo bisogna ricominciare ad ascoltare i territori perché è dai territori che si può ripartire mettendo a leva le risorse umane ed economiche che nei medesimi insistono. Per questo, nel territorio dell’Appennino, di fronte alla sacrosanta ed imprescindibile necessità di dare continuità aziendale ad un’impresa come Tagina, dobbiamo ricostruire una filiera che riparta dalla ruralità, dall’ artigianato di qualità, che può sfociare anche in un nuovo modello di sviluppo industriale dove l’istruzione, la ricerca e la formazione continua devono diventare un pilastro fondamentale.

Senza impresa non c’e lavoro, l’impresa sia essa piccola che grande rappresenta sempre e comunque un valore così come lo rappresentano le storie delle singole persone che lavorano e di quelle purtroppo tante che un lavoro l’hanno perso e non ce l’hanno. E allora rimettiamoci in cammino presto Gualdo Tadino, città dell’area interna nord est, città dell’acqua e della ceramica dove è in atto una vertenza al contrario come quella di Rocchetta dove alcuni investimenti vengono inspiegabilmente e colpevolmente osteggiati, città che ha rappresentato da sempre un laboratorio politico economico ed istituzionale saprà lanciare un messaggio forte e chiaro anche e soprattutto sui temi del lavoro e dei giovani, perché sono queste le priorità, perché questo è un impegno al quale non possiamo sottrarci”.

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