Siccità, sorgenti dimezzate. Il dossier di Umbra Acque

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“La fase di esaurimento delle principali riserve idriche si sta prolungando ben oltre il termine dell’estate”. E’ questo uno dei passaggi più preoccupanti della relazione-bilancio elaborata da Umbra Acque presentata e discussa durante l’audizione alla Camera dei Deputati sull’emergenza idrica in Italia.

La delegazione era composta dal presidente di Umbra Acque Gianluca Carini, dall’amministratrice delegata Tiziana Buonfiglio, dal vice-presidente Fabrizio Burini e dal responsabile degli investimenti Renzo Patacca. Le piogge di settembre, stando al dossier Umbra Acque, hanno soltanto in piccola parte alleviato la crisi delle sorgenti e dei bacini di casa nostra, poi quasi vanificati dalle condizioni di secco delle ultime tre settimane.

Tutto questo è confermato dai dati, monitorati quotidianamente, su sorgenti e pozzi: trend negativo per le sorgenti di Bagnara e Scirca, male anche per i pozzi della Pasquarella: “Le risorse idriche minori, che riforniscono locali acquedotti non collegati ai principali assi di adduzione, sono entrate in crisi già dalla primavera – evidenzia Umbra Acque – e hanno registrato un modesto recupero delle riserve con le piogge di settembre, ma tale da non garantire sufficiente autonomia ai relativi sistemi per i prossimi mesi”.

ECCO QUANTA PIOGGIA MANCA – La scarsità di piogge sul territorio umbro gestito da Umbra Acque solo nell’ultimo anno è da considerarsi notevole. Meno 42% in Altotevere, meno 21% in Alto Chiascio, meno 51% nel Perugino-Trasimeno, meno 49% in Media Valle del Tevere. “Il quadro quindi mostra una condizione di criticità diffusa con precipitazioni inferiori al 40-50% rispetto alla media del periodo, con l’eccezione della Fascia Appenninica, caratterizzata dalla presenza delle principali sorgenti che alimentano il sistema idrico gestito, con medie inferiori del 20%”.

Nel dossier di Umbra Acque presentato alla Camera si ammette che senza piogge nei mesi invernali si rischia una crisi idrica ancora più grave in Umbria a partire dalla prossima primavera.

LA SITUAZIONE DELLE SORGENTI – Il monitoraggio delle sorgenti umbre dal sito di Arpa Umbria al 25 ottobre scorso certifica che tutte e 12 sono sotto la media storica, con alcune che mostrano una notevole sofferenza: la sorgente Scirca, nel Comune di Sigillo, vede la propria portata a 52,8 litri al secondo. Il suo minimo storico, fatto registrare nel novembre 2011, è di 50,6 l/s. A Gualdo Tadino anche la sorgente di Vaccara (che in situazioni di piena è arrivata a superare i 500 l/s) si sta avvicinando al suo minimo storico di 32,8 l/s: attualmente è a 38,6 l/s. La sorgente Rumore è a 15,8 l/s (9 l/s il suo minimo storico). Boschetto è a 56,75 l/s A Nocera Umbra Capodacqua è a 41,1 l/s contro un minimo di 33. La speranza è che, dopo l’ottobre più secco degli ultimi 60 anni e una siccità perdurante dai mesi precedenti (tranne settembre), novembre faccia segnare abbondanti precipitazioni.

I vertici di Umbra Acque

GLI INTERVENTI DI UMBRA ACQUE – “Nonostante il grave deficit di precipitazioni e la conseguente riduzione delle portate idriche disponibili, Umbra Acque è riuscita comunque a garantire con continuità l’approvvigionamento idropotabile in tutto il territorio gestito”, riporta la nota dell’azienda. Per il futuro prossimo Umbra Acque – in accordo tra il presidente Carini e l’ad Tiziana Buonfiglio – hanno previsto un piano articolato fatto di opere, migliorie alla rete e anche nuovi investimenti. All’interno di tale programma sono stati pianificati anche una serie di interventi utili al collegamento del sistema acquedottistico integrato ai piccoli centri, attualmente alimentati da risorse locali che sistematicamente soffrono situazioni di emergenza, e per i quali si ha la necessità di interventi puntuali di supporto con trasporto di acqua mediante autobotti. In accordo con la Regione Umbria alcuni degli interventi di cui sopra, per complessivi 2 milioni di euro, sono stati riconosciuti come prioritari ed urgenti, e pertanto inseriti nel Piano Straordinario con ipotesi di finanziamento con fondi statali, secondo la Delibera del Consiglio dei Ministri del 07 agosto 2017.”

“Parallelamente agli interventi mirati al superamento delle emergenze è di fondamentale importanza portare avanti una campagna programmata di sostituzione delle reti idriche per far fronte al continuo invecchiamento delle condotte, dal momento che anche i territori gestiti da Umbra Acque S.p.A. scontano il problema della vetustà delle reti – evidenzia l’azienda – Di fronte a un reale fabbisogno di sostituzione nell’ordine di 250 km/anno, tale da garantire una vita media utile delle condotte pari a circa 40 anni, l’attuale programmazione a carico della tariffa ne prevede solo un decimo con un impegno economico di circa 2,5 milioni di euro all’anno. E’ evidente che un incremento sistematico e sostanzioso di tale tipologia di investimenti contribuirebbe in maniera significativa alla riduzione delle perdite in rete, che oggi si attestano mediamente al 45%, attenuando gli effetti anche in situazioni emergenziali. Altri interventi sono previsti per il miglioramento della qualità dell’acqua.”