Cave di Rigali, il Movimento 5 Stelle presenta un’interrogazione

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GUALDO TADINO – Il Movimento 5 Stelle ha depositato un’interrogazione rivolta al Sindaco e alla Giunta comunale in merito alla situazione della cava situata in località Sascupo di Rigali.

Fin dal 1992 la ditta Vispi srl doveva provvedere al riambientamento di questa cava, ha scritto nel documento la consigliera comunale del M5S Stefania Troiani citando la sentenza  penale n. 14 del 11.05.1992 e un  progetto approvato con deliberazione di Giunta comunale  n. 877 del 23.12.1993.

Nel 2001, l’allora amministrazione comunale, inoltre, aveva approvato un  progetto in variante del riambientamento. Nel  2004, “nonostante la robusta rete di contenimento” sottolineano dal M5S, si è verificato un movimento franoso che imponeva ulteriori modifiche e, nel 2006, sono stati completati parzialmente i lavori previsti, con alcune contestazioni

“A seguito di ritardi della ditta Vispi e di integrazioni richieste – si legge nell’interrogazione dei pentastellati –  si è arrivati solo nel 2011 alla versione definitiva del progetto, con autorizzazione paesaggistica n. 4 del 06.03.2012. Il provvedimento ha subìto un arresto a seguito della sentenza di fallimento della ditta Fratelli Vispi, ma l’Ente ha continuato ad emettere atti di esecuzione formale”.

Il Movimento 5 Stelle cita anche diverse perizie che avrebbero dato però “esito discordante tra loro relativamente al quantitativo di materiale lapideo estratto”: anno 2009 – 351.150 m3 complessivi (150.000 m3 dalla proprietà Boccolini Delia e 201.150 m3 dalla proprietà comunale) anno 2013 – 439.000 m3 complessivi (161.000 m3 dalla proprietà Boccolini e 278.000 m3 dalla proprietà comunale). La perizia di parte, inviata anche alla Procura della Repubblica nel 2013,  depositata per conto della proprietà Gaudenzi Angelo (circa 384.500-399.500 m3 per la parte riguardante la proprietà stessa, “quindi – chiosano dal M5S – ci si aspetterebbe che anche sulla parte del dominio collettivo ci siano ulteriori ammanchi”.

il Comune di Gualdo Tadino,  nel luglio 2015, ravvisando la necessità di tutelare l’Ente anche in sede giudiziale, ha deliberato di affidare a un professionista la redazione di una nuova perizia presso la ex cava.

Ora il M5S chiede al Sindaco e alla Giunta  se la perizia deliberata sia stata eseguita e con quali risultati, “data la divergenza delle perizie effettuate” e  “come sia stato possibile escavare un quantitativo di materiale così in eccesso rispetto al progetto, con conseguente danno ambientale ed economico per l’Ente, attualmente ricadente sugli assetti fondiari collettivi, e quindi con danno nei confronti della collettività gualdese, senza che nessuno abbia rilevato anomalie”.

Dal momento che il Comune ha attivato l’insinuazione al passivo dei crediti, chiedono dal M5S  “se il quantitativo di materiale lapideo escavato in eccesso  risulti nel passivo fallimentare della ditta Vispi, visto che agli atti risulta come la ditta sia stata custode dell’area ed in possesso delle chiavi del cancello di accesso all’area”.

In conclusione, poi, il M5S chiede all’amministrazione Presciutti, come intenda procedere, anche alla luce della sentenza n. 9 del 07.03.2016 del Commissario agli usi civici di Roma, che “riconduce la titolarità della ex cava, per la parte finora considerata di proprietà comunale, in capo alla comunanza agraria Appennino Gualdese“. Troiani, infine, chiede alla Giunta,   “se non reputino opportuno e necessario concludere l’iter ottemperando al ripristino dello stato originario dei luoghi, magari con l’ausilio di apposito parere del giudice dell’esecuzione, procedendo anche con l’incameramento della fideiussione, congiuntamente ai legali rappresentanti della Comunanza agraria e della proprietà privata Gaudenzi Angelo.