“Gramsci Antonio detto Nino”, lo spettacolo di Saccomanno al Talia

Frammenti della vita di uno degli uomini più preziosi del Novecento. Vita assolutamente privata: sullo sfondo, e solo sullo sfondo, il tormentoso rapporto con il PCI e l’internazionale socialista, le incomprensioni con Togliatti e Stalin. E l’ombra di Benito Mussolini.

“Gramsci Antonio detto Nino”, il bellissimo lavoro di Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno che ha ricevuto il Premio Della Critica Palio Ermo Colle 2017,  andrà in scena al Teatro Talia di Gualdo Tadino venerdì 9 marzo alle ore 21 nell’ambito della Stagione di Prosa 2017/18.

In primo piano c’è la feroce sofferenza di un uomo che il fascismo vuole spezzare scientemente, che vive una disperata solitudine, e in dieci anni di prigionia, giorno dopo giorno, si spegne nel dolore e nell’assenza delle persone che ama: la moglie Julka, i figli Delio e Giuliano. Il primo lo ha visto piccolissimo, il secondo non lo ha nemmeno mai conosciuto.

Proprio le bellissime lettere ai suoi figli sono state il punto di partenza: tenerissime epistole a Delio e Giuliano, ai quali Gramsci scrive senza mai nominare il carcere e la sua condizioni fisica e psichica, dando il meglio di sé come uomo genitore e pedagogo. Ma accanto a queste, le lettere di un figlio devoto a una madre anziana che lo aspetta in Sardegna e non capisce. Le lettere di un fratello. Di un marito.

Il corpus delle lettere di Antonio Gramsci ai familiari è un capolavoro di umanità, etica, onestà spirituale e sofferenza, un romanzo nel romanzo, che apre a pensieri, dubbi, misteri che raccontare in teatro è un avventura sorprendente.

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