Tagina, Presciutti conferma l’interesse di Gambini. Il nodo cassa integrazione

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“Il gruppo Gambini ha un piano di rilancio per Tagina degno di tale nome che prevede che l’azienda riprenda a produrre. Senza voler entrare nei particolari, poiché stiamo parlando di una trattativa tra privati, quello che è certo è che non si tratta di un fondo speculativo al quale potrebbe interessare soltanto il brand, ma di un gruppo con un rating tripla A e un fatturato di livello che intende continuare la produzione.” Il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, in una intervista a Radio Tadino, ha evidenziato la possibilità del passaggio di proprietà di Tagina dopo l’incontro svoltosi la scorsa settimana a Perugia con i rappresentanti del gruppo emiliano e i massimi rappresentanti della Regione Umbria.

“Erano presenti la presidente Catiuscia Marini e il vicepresidente, segno di una forte attenzione da parte della Regione Umbria su questa vicenda che riguarda circa duecento famiglie – ha sottolineato Presciutti – Il tempo non gioca a nostro favore e bisogna essere chiari: se la cessione non si concretizza si prospetta soltanto la chiusura definitiva. Non esiste una terza via. Una volta verificatasi la continuità aziendale si metteranno in campo tutta una serie di interventi al fine di permettere la ripresa della produzione”, ha concluso il sindaco di Gualdo Tadino.

Intanto resta da sciogliere il nodo relativo agli stipendi che continuano a non essere percepiti dai dipendenti, con l’erogazione della cassa integrazione che non è partita a causa di alcuni problemi. “E’ necessario – ha detto Fabrizio Framarini della Femca Cisl – che i dipendenti ricevano qualcosa. Così non si può continuare”. Per questa settimana è fissato un incontro tra organizzazioni sindacali e Regione Umbria a Perugia al quale potrebbe essere presente l’Inps. L’obiettivo è capire se vi è la possibilità di accedere a qualche tipo di ammortizzatore sociale che permetta ai dipendenti di ricevere qualcosa, considerato che, se si eccettua un acconto sulla tredicesima e le paghe settimanali di quegli operai che hanno effettuato alcune spedizioni nelle scorse settimane, da novembre non percepiscono la retribuzione.

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