Gli Antichi Umbri nella rete museale… ma di che tipo?

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Sarà un doppione? Non sarà un doppione, ma un tassello del sistema museale di rete? Il tema del Museo degli Antichi Umbri, inaugurato a Gualdo Tadino appena tre anni fa, tiene banco in questi giorni in cui sono stati resi noti i finanziamenti che stanno per arrivare per le Aree Interne Umbria Nord-Est.

Il riassunto delle puntate precedenti è semplice.
Intanto cos’è la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI)? È un progetto inserito nell’Accordo di Partenariato tra Italia e Commissione Europea per l’utilizzo di tutti i fondi europei. In pratica un sistema per far confluire il finanziamento pubblico su aree significativamente svantaggiate.
L’Area interna Nord – Est Umbria è composta da 10 Comuni e tra questi vicini di casa, 2 si chiamano Gualdo Tadino e Gubbio, che come condomini sono migliaia di anni che qualche problemino lo hanno. Inutile star qui a negarlo.

I fondi sono arrivati corposi e Gualdo Tadino riceverà un importo che si aggira intorno ai 4 milioni di euro per la realizzazione dei progetti elencati di recente dall’amministrazione.
Anche Gubbio godrà di fondi finalizzati a progetti vari. Ce n’è uno però che “suona strano”: è la realizzazione del ‘Museo degli Antichi Umbri e delle Tavole Eugubine che sorgerà presso l’attuale Archivio Storico comunale eugubino.

Quello di Gubbio sarà un doppione. Ergo: arriva l’ennesimo furto ai danni della comunità gualdese” – dice l’opposizione.
Nessun doppione! È il patrimonio archeologico che si sta mettendo in rete, com’era nelle intenzioni iniziali” – replica l’amministrazione.

Ad onor del vero, l’assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini proprio il 25 luglio 2015, giorno dell’inaugurazione del museo gualdese, disse testualmente “Ritengo che un patrimonio come quello archeologico in Umbria vada messo in rete e spero che anche questo bellissimo Museo possa essere collegato in modo dinamico al territorio. Ad esempio con Gubbio, dove sono custodite le Tavole Eugubine e con Nocera Umbra, dove sorgono altri luoghi di scavo”.

Le reti museali sono belle e inserirci il patrimonio artistico, culturale e archeologico di una Regione più piccola di un quartiere romano è cosa buona e giusta. Ora, però, ci sembra legittima anche la preoccupazione di chi pensa sia non proprio normale avere due musei con lo stesso nome e, a parte le Tavole Eugubine, con reperti di aree archeologiche vicine e simili. Legittima la paura che un giorno arrivi qualcuno a raggruppare il tutto in un unico spazio.
In parole povere un museo costa, due musei costeranno di più e la storia ci insegna che quando si fanno due conti e c’è da tagliare – vedi tribunali, licei, ecc – indovinate di solito chi vince? E in questo caso perdere sarebbe un vero peccato, dato che Gualdo Tadino si sta dirigendo sempre di più e con merito verso una leadership in materia museale.

Quindi ben venga la rete, ma si tengano le antenne sempre ben direzionate. Perché passare da una rete museale ad una per pescare i merluzzi ci vuole meno di un attimo.

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Ex direttore artistico di Radio Tadino (1985-1986), ideatore e curatore di programmi televisivi giornalistici delle emittenti Rete7 (1985-1990) e TV23 (2003-2006). Esperienze varie come corrispondente di varie pubblicazioni, fra cui Calcio Perugia (2005), La Voce di Perugia (2006-2007). E' stato collaboratore dell’agenzia di stampa Infopress (2004-2012), ha scritto articoli per testate quali Il Giornale dell’Umbria, La Nazione, Il Corriere di Romagna, Il Sannio, Il Crotonese, Il Corriere di Forlì, La Nuova Ferrara. Iscritto all’Associazione Italiana Reporter e Fotografi dal 2009. Coideatore e curatore del sito gualdocalcio.it (1998-2012) e gualdocasacastalda.it (dal 2013 al 2016). Addetto stampa del Gualdo Calcio in serie C e altre categorie (dal 2004 al 2012) e del Gualdo Casacastalda in serie D (dal 2013 al 2016). Segretario dell’Ente Giochi de le Porte di Gualdo Tadino dal 2014 al 2017. Componente della redazione dei periodici Il Nuovo Serrasanta e Made in Gualdo.