Tagina, il Ministero dice no alla cassa integrazione straordinaria

vertenza tagina
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No del Ministero del Lavoro alla richiesta, da parte di Tagina, di cassa integrazione straordinaria per i propri dipendenti. Lo riporta questa mattina il Corriere dell’Umbria. Avverso questa decisione, che ha subito mobilitato azienda, sindacati e istituzioni, è stato presentato ricorso unitamente alla richiesta di un incontro presso il ministero stesso per spiegare le motivazioni che hanno portato alla decisione di richiedere la cassa integrazione straordinaria ai dipendenti di quella che è la più importante realtà occupazionale del territorio.

In sede di presentazione della nuova proprietà, lo scorso aprile, era stata evidenziata l’intenzione di chiedere un periodo di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione: sarebbe un intervento fondamentale al fine di consentire al nuovo management di poter attuare il piano di rilancio dell’azienda.

L’incontro potrebbe svolgersi entro pochi giorni, in considerazione del fatto che gli ammortizzatori sociali attualmente operativi stanno volgendo al termine, con il rischio di lasciare decine e decine di famiglie senza retribuzione. Intanto diversi operai sono rientrati in fabbrica per mettere a punto i macchinari e far ripartre la produzione, mentre è contemporaneamente iniziato anche un periodo di formazione dei dipendenti stessi.

Sulla richiesta di concessione della cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Tagina ha fatto sentire la propria voce il sindacato Femca Cisl che, dalle colonne del Corriere dell’Umbria, attraverso Simone Sassone ha evidenziato che è “di vitale importanza avere un incontro al ministero del Lavoro”. 

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