Tagina, nessun segnale dal Ministero. Lavoratori chiamati all’ennesimo sacrificio

Venerdì 3 agosto è stato l’ultimo giorno di cassa integrazione ordinaria per decine di dipendenti di Tagina. Nessuna nuova, come si temeva, è arrivata dal Ministero per lo Sviluppo Economico sulla possibilità di attivare la cassa integrazione straordinaria.

Al fine di evitare i licenziamenti, al termine di una riunione sindacale in azienda i dipendenti hanno optato per la fruizione di ferie e permessi non retribuiti. Una scelta difficile, in considerazione del fatto che i giorni di ferie maturati non sono molti e di conseguenza la busta paga del mese di agosto sarà piuttosto bassa nel migliore dei casi e a zero negli altri. L’alternativa sarebbe stata l’apertura della procedura di mobilità per diverse decine di dipendenti che attualmente non sono impiegati nel ciclo produttivo, in attesa che possano ripartire gli altri due forni.

La speranza è che l‘ennesimo sacrificio dei dipendenti Tagina, che dal mese di novembre 2017 stanno vivendo una situazione molto difficile che sembrava alle spalle dopo il passaggio di proprietà, serva a sbloccare la situazione al Mise, con la concessione per pochi mesi, come richiesto dall’azienda, della cassa integrazione straordinaria.

La proprietà ha ribadito la propria volontà di proseguire con il piano di investimenti e rilancio del marchioriporta il Corriere dell’Umbria – Nel campo della trattativa sindacale, portata avanti dalla Rsu e dai rappresentanti della Filctem Cgil, Euro Angeli, e Femca Cisl, Fabrizio Framarini, l’azienda avrebbe concesso la propria disponibilità a venire incontro dal punto di vista economico ai dipendenti. Nello specifico per i mesi di luglio e agosto dovrebbero essere recuperati i pagamenti degli ultimi periodi di cassa integrazione ordinaria da liquidare. Inoltre, la proprietà si sarebbe impegnata ad anticipare i rimborsi del 730. Un modo per far avere qualche entrata ai lavoratori che, dal novembre dello scorso anno, ricevono le spettanze a singhiozzo.”

Per sollecitare una risposta positiva ai dipendenti Tagina era sceso in campo nei giorni scorso anche il neo prefetto di Perugia con una lettera inviata al Ministero

Particolarmente duro era stato anche il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti. “Trovo incomprensibile che questa vertenza si ponga su un piano strettamente burocratico – ha detto in una intervista a Radio Tadino – Per la Merloni si sono sostenuti per 13 anni i lavoratori pur in assenza di una prospettiva di rilancio vera. Qui siamo in presenza di una proprietà che si è insediata tre mesi fa, ha già riacceso un forno, 60 persone su 150 sono tornate al lavoro, il piano concordatario è stato approvato dal Tribunale in soli otto giorni, caso più unico che raro. C’è un piano industriale scritto e depositato, la Regione ha dato la propria disponibilità per la copertura economica, abbiamo quindi anche i soldi. Non ci si può rispondere che manca lo strumento normativo, perchè in tantissime occasioni si sono trovate soluzioni per situazioni di gran lunga peggiori di questa.

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