A Gubbio i Comuni parlano della crisi della Fascia, ma c’è solo un parlamentare

Occorre una cabina di regia forte per imprimere un’accelerazione alle tante problematiche presenti in un territorio a forte svantaggio economico, infrastrutturale, occupazionale. Questo il messaggio partito da Gubbio all’incontro convocato dal sindaco della città Filippo Mario Stirati in qualità di capofila dei dieci Comuni facenti parte dell’Area Interna Nord Est Umbria: Gubbio, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Valfabbrica, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia, Montone e Pietralunga. Al centro della discussione le possibilità di rilancio questa area interna attraverso i 12 milioni di euro di fondi che sono stati riconosciuti.

A Palazzo Pretorio erano presenti sindaci o assessori delegati di tutti i Comuni coinvolti, il vice presidente della Giunta Regionale Fabio Paparelli, il consigliere regionale Andrea Smacchi e il deputato del Partito Democratico Walter Verini. Da tutti è arrivata la sollecitazione di un confronto urgente all’inizio di legislatura di Governo e Parlamento, su temi non più rinviabili.

“Ci preoccupano fortemente – ha ribadito Stirati – le difficoltà dell’economia umbra e il declino della Fascia Appenninica, segnate dalla perdita di 2.500 posti di lavoro negli ultimi 10 anni, anche se timidi segnali arrivano da modelli innovativi, da start up e dalla valorizzazione delle eccellenze produttive, dal biologico all’artigianato. Preoccupano soprattutto le prospettive occupazionali per i giovani e auspichiamo interventi urgenti per la nascita di imprese e per il lavoro. Le risorse destinate alle politiche di sviluppo delle Aree Interne, con la firma dell’Accordo di Programma, saranno un ottimo volano per la nascita di nuove opportunità, anche in funzione della crescita del turismo e delle imprese culturali e formative”.

Paparelli ha messo in evidenza le strategie della Regione per recuperare gli effetti negativi prodotti in termini di economia e turismo dal terremoto, che hanno dato frutti positivi in appena un anno, tornando a recuperare i livelli della prima metà del 2016: “Inoltre stiamo destinando risorse ingenti per circa 60 milioni di euro per rilanciare sviluppo e occupazione – ha sottolineato il vicepresidente della Regione – innovando metodi e tecnologie di approccio verso i giovani, con risultati eccellenti delle misure ‘Garanzia Giovani’ e ora con il progetto ‘Umbria Attiva’, per contrastare la disoccupazione e per fronteggiare le criticità del mercato di lavoro umbro, rivolte ai disoccupati e alle imprese che vogliono assumere.”

Paparelli è poi tornato sulle due principali vertenze che riguardano la Fascia Appenninica: la Tagina, che se non verrà concessa la cassa integrazione straordinaria entro il 31 agosto dovrà licenziare una cinquantina di dipendenti, e la ex Merloni. L’assessore regionale allo sviluppo economico ha anche parlato di “chiudere la questione del riconoscimento di questi territori come ‘Area di crisi complessa’”, che permetterebbe a tutta l’area di usufruire di importanti agevolazioni. Paparelli ha informato che il 19 settembre si terrà un incontro delle Regioni Umbria e Marche per mettere appunto un accordo speciale per l’area di crisi appenninica.

Walter Verini, unico parlamentare presente dei 15 eletti in Umbria tra Camera e Senato, ha sottolineato come la crisi dell’Umbria si inserisca in una situazione economica generale che vede l’Italia, come emerso dai recenti dati Ocse, l’unico Paese del G7 a registrare una frenata dell’economia. “L’Umbria deve andare a confronto su grandi temi aggregatori e uno di questi è sicuramente quello del deperimento della Fascia Appenninica dell’Italia Centrale”, ha evidenziato.

Il consigliere regionale Smacchi ha sollecitato ad un’azione incisiva per risposte non più rinviabili a circa un terzo della popolazione in difficoltà economiche: “Non possiamo più rincorrere i problemi e occorre un’azione incisiva. Nel ringraziare i presenti e i promotori dell’iniziativa, rivolgo a tutti l’invito a spingere per far chiudere le vertenze occupazionali aperte e per rilanciare concretamente l’economia”.

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