Centrodestra in coro: “L’ospedale di Branca va potenziato”

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E’ piuttosto singolare che il sindaco Presciutti lanci una campagna a livello mediatico contro l’annunciato depotenziamento dell’Ospedale di Branca, un depotenziamento che viene edulcorato col pomposo titolo di “nuovo modello organizzativo nella rete regionale dei servizi di diagnostica di laboratorio” ma che, tradotto in pratica, porterà al ridimensionamento del laboratorio di analisi“.

Lo dicono, con un comunicato congiunto, Forza Italia, Fratelli d’Italia e la lista Morroni Sindaco.
La singolarità di questa tardiva levata di scudi – dicono Morroni, Viventi, Minelli e Palazzoni – risiede nel fatto che questa opinabile scelta, penalizzante per le città di Gualdo Tadino e Gubbio, proviene dalle segrete stanze del PD, stesso partito del sindaco Presciutti il quale, accontentandosi di dare qualche segnale di vita attraverso i social media, con un post auspica che si allestisca un tavolo per discutere della questione“.

FI, FdI e MS ritengono che i tavoli debbano essere fatti prima e non a posteriori, a delibera già approvata. Il consigliere regionale di minoranza Roberto Morroni, ex sindaco di Gualdo Tadino, ha presentato in sede consiliare un’interrogazione urgente alla Giunta regionale sulla questione, alla quale si è accodato un altro consigliere regionale, ma questa volta di maggioranza, Andrea Smacchi.

A questo punto sorge spontanea una domanda – si chiedono i gruppi di centrodestra – Ma questi politici democratici, prima di adottare delibere che comportano conseguenze pesanti per i territori, prima di operare delle scelte che incideranno sulla qualità della vita delle comunità, si parlano, si confrontano fra loro, almeno una telefonata se la fanno? Che non condividano con le opposizioni le loro, spesso avventate, decisioni è cosa ormai acclarata, ma che non si parlino neppure fra di loro è ben strano“.

Quello che a noi preme – conclude la nota stampa – è comunque salvaguardare l’ospedale di Branca che non solo non va depotenziato ma, al contrario, va potenziato e reso sempre più efficiente, costituendo un insostituibile presidio a tutela della salute del nostro territorio e di tutta la fascia appenninica“.

LEGA – Sulla questione interviene anche la Lega, tramite la referente del comprensorio eugubino gualdese Alessia Raponi, che auspica un esito positivo dall’incontro tra amministrazioni e vertici regionali previsto per il prossimo lunedì 24 settembre a Palazzo Donini. La Raponi chiede alla Regione Umbria di annullare la delibera regionale che, di fatto, sancisce la nuova classificazione del laboratorio analisi dell’ospedale comprensoriale di GualdoTadino-Gubbio in “Spoke”.

Depotenziare un ospedale che ha un bacino di utenza di circa 50.000 abitanti è una follia – dice Alessia Raponi – La prima è stata già fatta nel 2008 con la chiusura dei due nosocomi di Gualdo Tadino e Gubbio la seconda si va profilando ora. Ci uniamo, dunque, alle voci dei dirigenti, dei medici e degli operatori che sono giustamente preoccupati dal fatto che tale depotenziamento possa essere solo l’inizio per un futuro declassamento del nosocomio in ospedale di base, con tutte le conseguenze che ne derivano: dalla diminuzione del personale, alla minore assegnazione delle risorse”.

I vertici regionali non possono fare scelte e prendere simili decisioni senza preventivamente consultare i livelli politici dei territori interessati – conclude la rappresentante leghista – La nostra fascia territoriale è sempre più martoriata da scelte politiche inefficienti ed inadeguate e non esistono malati di serie A e di serie B. I bisogni sanitari dei cittadini della nostra area devono essere assicurati in base a principi di qualità, sicurezza e specializzazione come tutti gli altri“.

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