Perugia-Ancona, i sindacati: “I lavori devono assolutamente riprendere”

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Grido di allarme dei sindacati sulla situazione venutasi a creare in seguito alla crisi di Astaldi, general contractor per la realizzazione dei lavori della Quadrilatero, una voce che si aggiunge a quella dei costruttori. La situazione che ha colpito l’azienda, che ha presentato un concordato in continuità al Tribunale di Roma, rischia di mettere in gravissima difficoltà cinque grandi aziende umbre e conseguentemente a rischio stipendio un migliaio di lavoratori e decine di fornitori dell’indotto. Senza parlare dei cantieri della Perugia-Ancona sul tratto marchigiano che potrebbero bloccarsi per chissà quanto tempo.

La crisi di Astaldi, la terza azienda coinvolta nel completamento della Perugia-Ancona, rischia di mettere al tappeto un settore strategico. quello delle infrastrutture”. Lo sostengono Fillea, Filca e Feneal dell’Umbria in una nota firmata dai tre segretari Marco Marcantonini, Germano Fioriti e Roberto Verrucci. La Fillea Cgil nazionale ha chiesto l’attivazione di un tavolo a Palazzo Chigi, “nel frattempo è necessario che i lavori si sblocchino e i lavoratori non vengano lasciati senza tutele. Questo vale anche e soprattutto per l’Umbria e per il necessario completamento della Perugia-Ancona”.

I lavori in Umbria attualmente sono bloccati e sono rimasti incompleti sull’ultimo versante al confine con le Marche dove mancano due-tre chilometri. Lì alcune aziende umbre sono impegnate nella posa dell’asfalto e hanno dovuto interrompere i lavori per una cronica carenza di risorse. Un ulteriore completamento della Perugia-Ancona va effettuato sulla galleria di Casacastalda, attualmente non utilizzabile nei due sensi di marcia.

“Invitiamo anche la Regione ad attivarsi – prosegue la nota delle tre sigle sindacali perché il nostro territorio più di altri soffre di un gap infrastrutturale notevole e non possiamo trovarci di fronte all’ennesima opera pubblica incompiuta, tanto più che il comparto edile deve essere assolutamente rilanciato visto il ruolo centrale che svolge da un punto di vista occupazionale. Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie, anche di mobilitazione, perché ciò avvenga in tempi brevi e certi”.