Amministrative Gualdo Tadino 2019. Si muove il centrodestra

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Mancano poco più di sei mesi all’appuntamento elettorale del 2019, quando Gualdo Tadino sarà chiamata a scegliere la nuova amministrazione che dovrà traghettare la città negli anni ’20. Tra le prime forze politiche che si stanno confrontando sui possibili sodalizi, ci sono quelle di centro destra.

Ancora presto per parlare di candidato, anche se dicono di voler arrivare presto alla sua individuazione, ma intanto i rappresentanti locali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, con l’aggiunta del movimento civico del consigliere comunale Erminio Fofi, giudicano in un comunicato stampa, “fallimentare la gestione attuale, con una città che perde pezzi quotidianamente e non reagisce davanti alla persistente crisi che l’ha colpita“.

Secondo la nota stampa è “la mancanza di visione, di progetti seri e credibili, di politiche strutturate e acute, quello che sta lentamente arretrando la comunità in una posizione di subalternità rispetto al panorama regionale“.
Dobbiamo dare risposte ai quei cittadini che hanno deciso di rimanere – dicono Alessia Raponi, Fabio Viventi, Franco Palazzoni ed Erminio Fofi – e non possiamo non registrare negativamente il dato demografico che condanna Gualdo a scendere sotto la soglia dei 15mila abitanti. Dove non c’è futuro l’alternativa è la fuga. Per questo ci stiamo incontrando per parlare di progetti. Vogliamo allargare la base del dibattito, coinvolgendo il civismo della comunità e tutti coloro che chiedono un taglio netto con il passato, perché si tornino a mettere al centro dell’azione amministrativa i bisogni reali dei cittadini, i drammi che vivono, le difficoltà che incontrano ad inserirsi nel mondo del lavoro, senza gli slogan ai quali siamo stati abituati in questi quattro anni di palese inerzia e inconsistenza“.

Dobbiamo tornare a contare sui tavoli regionali – concludono gli esponenti di centrodestra – abbiamo l’obbligo di riaffermare la forza di un territorio troppe volte mortificato da scelte e logiche di spartizione che nulla hanno a che fare con l’interesse della collettività.”