Il calcio che unisce. L’esempio di Gualdo Casacastalda e Pievese

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Sempre più spesso giornali e tv riportano notizie negative che riguardano i settori giovanili: risse in campo e tra genitori, insulti a volte anche razzisti, giovani arbitri aggrediti.

In un calcio dove, a partire dai vivai, il risultato è spesso l’unico obiettivo quando invece si dovrebbe puntare sulla formazione e sulla crescita del calciatore ma, soprattutto, del ragazzo, stavolta sono i settori giovanili a dare l’esempio.

Partita Allievi Regionali tra Pievese e Gualdo Casacastalda. La società ospitante riceve la squadra avversaria con una lettera firmata dal presidente del settore giovanile Marco Giovagnola: “L’Usd Pievese è con immenso piacere che accoglie la squadra Allievi della Vostra società, vi dà il benvenuto presso il nostro impianto sportivo e augura a tutti Voi un piacevole soggiorno presso la nostra città.”

La Pievese intende ricambiare l’accoglienza ricevuta a Gualdo Tadino in occasione della partita Giovanissimi, disputata un mese prima. In quella circostanza la Pievese vinse e al termine le squadre si unirono nel “terzo tempo” che la società Gualdo Casacastalda da tempo ha istituito nel proprio settore giovanile. Alla fine della partita giocatori, tecnici e dirigenti si ritrovano davanti a una tavola imbandita, preparata dai genitori dei giovani calciatori di casa, stemperando le normali tensioni di una partita e confrontandosi tra loro.

Il Gualdo Casacastalda, nell’impostazione del proprio vivaio, punta moltissimo su questi valori. Nella giornata di sabato, ad esempio, si è svolto allo stadio Luzi un raggruppamento di quattro squadre dell’anno 2010, promosso dalla Federazione, e il tutto si è concluso con un terzo tempo preparato dai genitori dei bambini del Gualdo Casacastalda, ricevendo l’apprezzamento di tutti i partecipanti e dello stesso dirigente federale.

“Vogliamo complimentarci con la Vostra società per la splendida accoglienza che ci avete riservato qualche settimana fa quando siamo stati Vostri ospiti in occasione della partita della categoria Giovanissimi – scrivono i dirigenti della Pievese – Il comportamento di tutti gli addetti ai lavori (genitori compresi) è stato straordinario. Ciò che ci hanno raccontato i nostri tesserati (giocatori, allenatore, dirigenti e genitori) deve essere motivo di orgoglio per la Vostra società e per tutta la città. Oggi, nel nostro piccolo, proveremo ad essere bravi quanto lo siete stati Voi, speriamo di riuscirci. Buon divertimento e in bocca al lupo.”

Così, al termine della partita, ecco pronto il terzo tempo, con calciatori, tecnici, dirigenti e arbitro a gustare il rinfresco preparato dalla Pievese. Il risultato della partita? Non ha importanza.

Questi comportamenti, che in un mondo normale dovrebbero essere consuetudine, valgono più di cento gol.