L’Associazione Rubboli: “Salviamo l’insegna del museo”

Restaurare l’insegna in maiolica a lustro che campeggia sopra l’ingresso del Museo Rubboli è diventato una priorità. Posizionata negli  anni ’20 del ‘900, all’entrata della fabbrica Rubboli allora SCU – Società Ceramica Umbra, l’installazione è stata per ora messa in sicurezza grazie a due volontarie della Associazione Culturale Rubboli, Gabriella Maurini e Francesca Gentili. Questo per evitare ulteriori distacchi e dopo che l’amministrazione comunale ha fatto montare il trabattello necessario per la garzatura e velinatura dell’opera, attualmente vincolata dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Culturali.

Però ora c’è bisogno di uno sponsor che si faccia carico del costo di restauro – recita un comunicato stampa dell’associazione Rubboli – Cerchiamo un mecenate, una ditta o chiunque altro decida di legare il suo nome al Museo Opificio Rubboli e alla sua antica tradizione ceramica a lustro che vi è custodita. Solo così questo importante manufatto tornerà ad essere fruibile in un percorso di visita della città, che dovrebbe prevedere la cura di tutti i dettagli e una insegna centenaria cadente non è certamente soltanto un dettaglio. La spesa stimata è inferiore ai 5mila euro.

Queste le parole che la storica dell’arte Marinella Caputo ha scritto sull’opera nel libro “La Collezione Rubboli – Storia e arte dell’opificio gualdese di maiolica a lustro”: “L’analisi delle maioliche della SCU non può prescindere dalla considerazione di un manufatto decisamente significativo, come l’insegna della Fabbrica di Maioliche Artistiche, realizzata nei primi anni venti. L’iscrizione si snoda su mattonelle a riflesso con decorazione a girali. Ai lati sono inseriti due piatti, con busto maschile e femminile, recanti cartigli con motti; quello relativo alla figura muliebre è «Chi ben guida sua barcha sepe [sic] in porto», mentre per il busto virile troviamo «Un bel morire tutta la vita onora». Sia l’iconografia che il carattere dei motti derivano direttamente da prototipi rinascimentali e alludono alla prudenza e al coraggio, doti necessarie a qualsiasi impresa di successo”.

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