Lupi, il Ministero dell’Ambiente boccia gli abbattimenti controllati

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera della dottoressa Mara Loreti del Wwf

Questa è l’Umbria Verde?
Strage di animali protetti, due bracconieri hanno ucciso daini, caprioli, cervi e persino lupi. Presi di notte nel bosco. Nonostante la caccia sia chiusa e comunque vietata di notte, due uomini di Città di Castello, di 49 e 60 anni, cacciavano di frodo in zona di Pretelle, frazione di Lugnano del Comune di Città di Castello.“ Nelle loro abitazioni una carcassa di capriolo di recentissima lavorazione eviscerata e spellata, diverse trofei (mandibola e cranio) di capriolo, cervo adulto, daino, cervo fusone, nonché un cranio presumibilmente di lupo. Tutti animali protetti. I due bracconieri, uno dei quali guardia giurata volontaria addetto alla vigilanza venatoria.
Polpette avvelenate, cani e gatti uccisi dai bocconi killer: controlli a tappeto
Strage di animali causata dai bocconi killer. Riparte l’allarme polpette avvelenate in tutta l’Umbria!

Per fortuna arrivano anche buone notizie dal Ministero dell’Ambiente.

Il ministero dell’Ambiente ha elaborato il “Piano di conservazione e gestione del lupo (Canis lupus italicus) in Italia“, in cui si ribadisce che non servono gli abbattimenti, ma una strategia. Il Piano infatti non prevede le uccisioni, cioè quegli “abbattimenti controllati” previsti nel precedente piano del 2017 e che avevano provocato accese polemiche e proteste di cittadini e ambientalisti sino al congelamento del provvedimen       to nella Conferenza-Stato-Regioni. Esclusa dunque la riapertura della caccia, solo le tante altre misure per permettere la convivenza fra lupi e bestiame.

Il nuovo Piano, che sostituisce quello in vigore del 2002, ed è stato consegnato alla Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione, prevede 22 azioni che puntano “alla conservazione” della biodiversità e a “minimizzare il suo impatto sulle attività dell’uomo”.

Tra le novità del nuovo Piano: l’attualizzazione dei dati sulla distribuzione e consistenza del lupo sulle Alpi; l’eliminazione di un’azione specifica dedicata alle deroghe in quanto la materia è già regolata dalla normativa vigente. La conservazione del lupo ha forti motivazioni di carattere ecologico, economico ed etico-culturale. Non c’è dubbio che la motivazione ecologica sia una delle più trasversali agli odierni valori della società italiana. Il lupo rappresenta un elemento fondamentale degli ecosistemi naturali e la conservazione di questa specie comporta un beneficio per tutte le altre componenti ambientali ad essa interrelate. La conservazione di popolazioni di lupo costituisce infatti un importante contributo alla biodiversità anche per l’effetto ombrello su altre specie e sull’habitat.

L’Italia ospita un patrimonio di lupi ragguardevole, circa il 9-10% della consistenza del lupo a livello europeo (tolta la Russia) e il 17-18% a livello comunitario. La conservazione di questa specie rappresenta quindi una parte importante dello sforzo che deve essere messo in atto per mantenere la biodiversità ed assicurare la funzionalità degli ecosistemi presenti nel nostro paese.