“Alla Comunanza chiediamo trasparenza”. La richiesta di Gualdo Valore Comune

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Trasparenza sull’operato della Comunanza Agraria “Appennino Gualdese” viene chiesta dall’associazione Gualdo Valore Comune, che è composta, viene sottolineato, “da alcuni proprietari naturali delle terre gualdesi sottoposte a uso civico”.

Nello specifico l’associazione guidata da Marta Morbidelli chiede trasparenza all’ente montano “sulla gestione del patrimonio collettivo dei gualdesi e delle relative attività poste in essere su di esso”, sui “bandi riguardanti l’assegnazione di eventuali lavori, sui contributi ricevuti e sulla rendicontazione degli uni e degli altri, cioè utilizzo dei fondi pubblici e privati, diretti a portare beneficio alle terre di patrimonio collettivo.”

“Chiediamo – prosegue Gualdo Valore Comune – che tutti i bandi, tutte le assegnazioni e le relative rendicontazioni dei lavori effettuati sulle terre soggette ad uso civico venga portato a conoscenza dei proprietari collettivi. O attraverso il sito internet riconosciuto/certificato o attraverso il Comune di Gualdo Tadino. Chiediamo altresì che i bilanci della Comunanza Agraria, dopo essere stati approvati dall’Assemblea, vengano pubblicati e resi trasparenti ai proprietari collettivi, attraverso gli stessi mezzi.”

L’associazione ricorda che questa richiesta di trasparenza “parte dalla circostanza che i beni comuni vengono definiti beni di appartenenza collettiva, che devono essere tesi a soddisfare diritti fondamentali. Questi beni devono essere intesi come funzionali alla comunità di riferimento del bene medesimo e la cui gestione non può prescindere dal coinvolgimento, dalla formazione, dalla informazione e dalla partecipazione della stessa Comunità. Mentre la struttura organizzativa dell’Ente Comunanza Agraria è (con la legge 168/2017) regolata in base alle norme del codice civile sulle persone giuridiche private, tutto quello che attiene l’amministrazione del patrimonio della comunità in proprietà collettiva è regolato dalla legge speciale sugli usi civici e quindi in regime pubblicistico. Tale richiesta nasce dal fatto che le Comunanze agrarie, o enti esponenziali della comunità, oggi hanno natura mista, pubblico/privata: possiamo definirli enti giuridici privati di interesse pubblico. Da qui l’esigenza da parte dei proprietari naturali delle terre gualdesi di essere informati e coinvolti sulle attività poste in essere e sulla rendicontazione economica e non solo, conseguenti a tali attività.”

“La cosa che ci preme sottolineare – continua la nota dell’associazione – è che, come già richiesto agli interessati, nello Statuto della Comunanza Agraria Gualdese, all’art. 41 (Lista degli utenti), comma 1, si legge “La lista degli utenti deve essere custodita, a cura del Presidente, nella sede dell’Ente e resa visibile agli utenti che ne facciano richiesta”. Questa clausola è stata modificata rispetto allo statuto storico dell’Amministrazione Appennino Gualdese. All’art. 32 dello statuto storico, veniva riportato che “la lista degli utenti deve essere visibile a tutti presso la sede della comunanza”. Appare singolare che anziché regolamentare e rendere trasparente ai proprietari naturali chi sono e quanti sono i gestori del proprio patrimonio collettivo, si debba far richiesta della lista degli utenti al Presidente della Comunanza Agraria (e possono richiederlo solo gli utenti monte, che non necessariamente corrispondono con tutti i proprietari collettivi). A nostro parere è necessario adeguare lo statuto della Comunanza secondo i principi della legge 168/2017 (norme sui domini collettivi), che portano verso una trasparenza dei gestori delle terre collettive.”

“Ad oggi la Comunanza Agraria dell’Appennino gualdese non sta pubblicando sul suo sito in maniera trasparente e completa le informazioni richieste sopra – conclude Gualdo Valore Comune – che devono essere dirette alla comunità. La richiesta di maggiore trasparenza, a tutela dei proprietari collettivi del patrimonio gualdese in gestione per uso civico alla Comunanza, è stata effettuata ,da parte di questa Associazione, sia alla Comunanza Agraria, che al Commissario Usi civici, che alla Regione Umbria.