Processione di Montecamera, si ripete l’antico rito religioso

Pubblicità

Il primo martedì dopo Pasqua torna la festa della Madonna di Montecamera, una ricorrenza che ha origini molto antiche. Si ha infatti notizia di offerte per questa manifestazione religiosa già dal 1647 (“S’è speso per carità alli fratelli nel ritorno di Monte Camera” dal libro delle uscite del Santissimo Sacramento in Pieve di Compresseto anni 1628-1721 pag. 36a).

Si racconta che, scoppiata una terribile pestilenza, la popolazione sana di Pieve di Compresseto, il martedì di Pasqua, si recò in processione al Santuario di Monte Camera (sei chilometri attraverso monti e boschi) per implorare la grazia alla Madonna. Quando tornò, si vide venire incontro gli appestati ormai guariti.
Da allora, ogni anno, la popolazione di Pieve di Compresseto e delle località vicine tornano in pellegrinaggio, a piedi, al Santuario.

Per l’occasione gli abitanti di Pieve addobbano il paese a festa e si preparano con grande devozione.
Il pellegrinaggio (foto Riccardo Farabi) inizia alle 7 del mattino del primo martedì dopo Pasqua; si parte dalla chiesa parrocchiale di Pieve e si giunge intorno alle ore 9 al Santuario. Dopo la Santa Messa e la colazione al sacco, alle ore 10,30, si riparte per giungere di nuovo a Pieve di Compresseto intorno alle 13.

La processione è particolarmente suggestiva perché i fedeli suddivisi in giovani e adulti, in uomini e donne, le più giovani vestite con la tunica bianca, seguono i confratelli della Compagnia del Sacramento, a loro volta preceduti da un gruppo di “fucilieri” che aprono la sfilata. Il corteo si snoda alle prime luci dell’alba, sulle note della banda musicale della città di Gualdo Tadino, lo spettatore vive un’esperienza affascinante rimanendo piacevolmente colpito dall’imponenza della processione e dalla straordinaria bellezza del panorama. Il clero e i fedeli procedono per le strade e per i campi in fila, a passo misurato, accompagnando la statua della Madonna, pregando e cantando salmi, inni e litanie. Dopo la celebrazione della messa, sui prati adiacenti viene consumata una ricca colazione a base di cresce (pizze) pasquali, al formaggio e dolci, uova sode, salumi, pane e vino.