Regione, respinte dall’Assemblea le dimissioni di Catiuscia Marini

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L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con 11 voti favorevoli e 8 contrari (assenti Barberini e Leonelli – Pd) la mozione dei gruppi di maggioranza (Pd, Ser, misto Mdp, misto “Liberi e Forti”) che chiedeva alla presidente della Giunta regionale di ritirare le proprie dimissioni presentate in seguito alle indagini sui concorsi all’ospedale di Perugia. La mozione è stata votata anche dalla stessa Catiuscia Marini, un voto risultato decisivo per far passare il documento.

Il documento era stato depositato e illustrato nella seduta del 7 maggio 2019. Si sono espressi contro la mozione tutti i gruppi di opposizione (Lega, M5S, FI, FdI, misto Umbria Next, misto Ricci presidente Ic, misto “Fiorini per l’Umbria”).

L’atto di indirizzo è stato lungamente dibattuto, con interventi di quasi tutti i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione.

Catiuscia Marini ha detto che deciderà in tempi brevi e nel rispetto dell’articolo 64″ dello Statuto della Regione Umbria se confermare o ritirare le dimissioni respinte dall’Assemblea legislativa. “Ho agito sempre – ha sottolineato – con onestà, in buona fede e nel rispetto della legge. So che ho fatto errori politici e umani, ma ho sempre rispettato la legge”.

Sulla vicenda è intervenuto con una nota il consigliere regionale Roberto Morroni (FI): “L’Umbria si aspetta un segnale chiaro: la fine di questa legislatura – scrive il capogruppo di Forza Italia – Ciò a prescindere dal garantismo, essenziale per il funzionamento di un sistema democratico. L’inchiesta sulla sanità umbra ha messo in luce una realtà inquietante e un potere politico spregiudicato e arrogante. Occorre recuperare, immediatamente, un profilo di piena credibilità e autorevolezza del governo regionale e questo compito spetta agli elettori. Nonostante le gravi motivazioni che avevano indotto la Presidente Marini a dimettersi, i voti espressi dalla maggioranza nel Consiglio regionale odierno, 11 voti favorevoli su 8 contrari, le hanno riconfermato la fiducia.”

Per Morroni “un’occasione si è persa per riannodare un legame di fiducia con la società umbra. Un’agonia istituzionale che non tiene conto dei forti segnali di stanchezza della comunità. Ribadisco, pertanto, che il ricorso alle elezioni anticipate rappresenta un passaggio traumatico, ma necessario ed ineludibile.”