Convento degli Zoccolanti, la lettera aperta dei fedeli

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera che alcuni cittadini gualdesi attivi e impegnati per evitare la chiusura del convento degli “Zoccolanti” di Gualdo Tadino hanno scritto al Padre Provinciale.

“Illustrissimo Padre Provinciale,
due sono i frati che arrivarono al convento che da sempre i gualdesi chiamano “degli Zoccolanti” e dal loro essere riuniti nel nome di Gesù è nata una comunità di persone.
Due sono le guide, che molti hanno deciso di seguire per ritrovare la fede, Lc.10,1 “E li invio’ a due a due davanti a se’ in ogni città e luogo dove stava per recarsi”.

Ed esattamente come Gesù ha affidato la missione ai suoi discepoli a due a due, cosi’ anche oggi continua ad affidare parte del suo gregge a due a due. Questo è quello che centinaia di persone, quelle delle firme, che stanno arrivando tuttora come un fiume in piena, leggono insieme ad una comunità intera nell’operato di padre Emidio e padre Mario, che hanno preso ogni persona incontrata a Gualdo come una pecorella sulle spalle, curandosene come un padre fa con i suoi figli.

Certo e’ che questi figli dovranno camminare da soli prima o poi, ma ancora siamo consapevoli di non saperlo fare. Quello che chiediamo infatti è altro tempo, perchè il lavoro che i due frati stanno facendo non e’ completo e noi non siamo pronti a camminare da soli.
Quello che chiediamo e’ di essere compresi da un Padre, che lasci ancora sotto la guida di due pastori una piccola e preziosa porzione di popolo di Dio. Padre Mario e Padre Emidio non ostacolano l’opera delle parrocchie, ma anzi la completano, arricchendola laddove un sacerdote parroco non riesce, perchè solo.
Più volte vengono chiamati a celebrare l’eucaristia domenicale nelle parrocchie dove il sacerdote è anziano o malato, oppure nel periodo delle benedizioni delle case in quaresima.

Padre Emidio segue poi il cammino dei terziari francescani di Costacciaro e questo gruppo rimarrebbe senza una guida. Come pure rimarrebbero senza guida spirituale il Masci e l’Agesci senza Padre Mario.

Ovunque c’e’ povertà materiale o spirituale, loro ci sono. In ogni luogo dove c’e’ il dolore e la sofferenza, la loro presenza da’ conforto. E’ un porta a porta continuo, incessante ed ininterrotto con malati e persone anziane. Giovani coppie che si apprestano a formare famiglie cristiane, in questi due pastori di Dio trovano alimento attraverso i loro insegnamenti di educazione religiosa.

Famiglie intere sono state salvate dal baratro delle separazioni grazie ai consigli spirituali di padre Emidio e padre Mario. La comunità gualdese già duramente messa alla prova dalla chiusura dell’opera salesiana, non può essere depauperata di un sostegno religioso così importante.

Questo le chiedono umilmente i 600 firmatari della petizione, che sono una piccola parte del fermento che la notizia della dipartita dei due frati dal convento ha creato nella città. Ci è stato riferito che il decreto del trasferimento è già stato emesso, ma la legge degli uomini può essere modificata quando ci si trova innanzi ad un bene superiore quale e’ quello di Dio.

Le assicuriamo il nostro massimo supporto e la nostra eterna gratitudine se volesse farsi portavoce delle istanze della comunità gualdese presso il Santo Padre. Confidando nella sua disponibilità’ ad accordarci un colloquio in tempi brevi, entro il termine della prossima settimana dal momento che la data del trasferimento si avvicina, il comitato le porge distinti saluti.”

La missiva porta le firme di Renzo Lacchi, Giovanna Lispi, Maria Teresa Renzini e Angela Sgaramella.