“La Tadinum romana”, una giornata alla riscoperta delle radici di Gualdo Tadino

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Partendo da intere città nascoste, due siti di una rilevanza inimmaginabile agli occhi di chi non ha avuto il privilegio di vederne gli scavi, quali l’insediamento degli antichi umbri di Colle I  Mori e la vecchia Tadinum romana, nasce l’idea di dedicare una giornata alle radici di Gualdo Tadino.

Domenica 25 agosto, presso il pozzo romano di Sant’Antonio di Rasina noto come “il pozzo di Tadinum o di Taino”, il G.A.A.U.M (Gruppo Archeologico Umbro Marchigiano) e l’associazione culturale Decima Legio porteranno i partecipanti, tra cui i bambini dei centri estivi, in un’epoca lontana, prima e durante la famosa battaglia di Tagina del 552 d.C.

Verrà allestito un vero campo militare, costruito dalle tende appositamente montate, in cui numerosi appassionati si armeranno e si vestiranno come veri e propri soldati romani. La rievocazione sarà arricchita da piantine, spiegazioni, curiosità sul loro stile di vita, sul modo di vestire, sulle meraviglie che hanno costruito e ci hanno lasciato in eredità, con l’Associazione Culturale Note di Teatro che prenderà parte attiva alla giornata dal titolo “La Tadinum romana”.

Il programma prevede alle 16, dopo il saluto dell’amministrazione comunale, gli interventi di Sebastien Mattioli e Stefano Luzi che faranno il punto sulla campagna di scavi che si tenne in quell’area dal 2004 al 2008.

Giuseppe Cascarino, presidente dell’associazione Decima Legio, affronterà il tema “Alla riscoperta della Via Flaminia – Vestiario da viaggio del legionario romano”, mentre l’associazione Note di Teatro ricorderà “La Battaglia di Tagina”. Le conclusioni saranno tratte da Vincenzo Moroni, vicedirettore nazionale dei Gruppi Archeologi d’Italia.

“Sono due luoghi scomparsi, dimenticati, sepolti, che vogliamo far conoscere con tutti i mezzi a nostra disposizione e riportare alla luce almeno con le parole, che vogliamo valorizzare con interessanti iniziative culturali e con affascinanti rievocazioni di una vita lontana nel tempo, che  incuriosisca i bambini e non solo, che ci ricordi che non può esserci futuro senza passato“, dicono gli ideatori dell’evento, Arianna Frappini e Sebastien Mattioli.

“Il nostro è  un gruppo di cittadini gualdesi, di sognatori appassionati della nostra Gualdo Tadino e delle immense ricchezze naturali, artistiche e archeologiche che possiede nelle sue piazze, tra i suoi prati, sotto quei terreni capaci di parlare ai tempi moderni – proseguono – custodendo le  tracce preziose di una storia millenaria, di popoli che si sono avvicendati nei secoli, di battaglie che hanno cambiato il volto non solo di un territorio limitato, ma di intere nazioni, delle ricostruzioni che sono sempre seguite alle distruzioni, di una città che è sempre stata capace di rinascere, di ricrescere, di  ricominciare, che può (e deve) fare ancora molto.”

“Il primo passo per cambiare le cose, per realizzare un sogno è crederci. Quella del 25 agosto è la terza iniziativa che organizzeremo in uno splendido pomeriggio estivo, a un passo dalla vecchia Tadinum romana, una città immensa, sepolta sotto un manto boschivo che ci impegneremo, insieme ai Gruppi Archeologici d’Italia, il Polo Museale della Città di Gualdo Tadino e l’amministrazione comunale, a tagliare, a ripulire e a risistemare, per strappare l’area a un oblio e a un abbandono evidenti. Sarà un’esperienza interessante, stimolante, da poter ripetere, arricchire, sviluppare – concludono i promotori – che sia un punto di partenza per altre iniziative analoghe (o diverse) in altri contesti e in altri luoghi stupendi della nostra città.”