Comunanza Agraria: “Chiudere subito i pozzi Rocchetta”

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Si è svolto lo scorso 19 agosto l’incontro promosso dalla presidente della 1° Commissione Consiliare Emanuela Venturi, allargato ad associazioni di categoria e ai soggetti Rocchetta SpA e Comunanza Agraria Appennino Gualdese.

L’Ente presieduto da Nadia Monacelli ha dichiarato che “l’incontro è stato senz’altro utile, ma la situazione è gravissima“. Secondo la Comunanza Agraria Appennino Gualdese, l’azienda Rocchetta “non è infatti intenzionata a trovare soluzioni idonee“.

Recentemente vi sono state Autorità che si sono espresse confermando quanto sempre sostenuto dalla Comunanza e dai suoi tecnici a riguardo delle responsabilità e della situazione nella gola della Rocchetta – recita il comunicato stampa della Comunanza – Le uniche preoccupazioni emerse sono state invece quelle di​ minimizzare e ignorare le responsabilità in​ uno dei più grandi disastri ambientali del territorio”.

La Comunanza pone l’accento sullo studio di bacino commissionato dalla Regione e svolto nel 2006 dall’Università di Perugia, che “per quanto incompleto, ha chiaramente stabilito che la risorsa idrica nel nostro bacino sarebbe ​calata del 18%​ nel periodo sino al 2033, ma dovevano persistere i trend di temperatura e piovosità rilevati nel periodo 1959-2002 altrimenti, com’è evidente, le cose sarebbero peggiorate. Nonostante i trend climatici siano peggiorati e i prelievi aumentati​, a tutt’oggi nessuno dei soggetti interessati vuole un nuovo studio di bacino, completo e definitivo, che sveli alla comunità il reale stato di salute del proprio tesoro, ovvero del bacino idrico gualdese“.

La recente legge 168 del 2017 ha ribadito che gli ordinamenti giuridici primari come la Comunanza Agraria Appennino Gualdese hanno il dovere e la piena autorità di tutela dei diritti della collettività e del patrimonio naturale e ambientale, nonché dei corpi idrici. Urgenze ecologiche fondamentali che sono state completamente ignorate dalle attuali amministrazioni“.

La situazione secondo la Comunanza sarebbe sempre più grave e necessiterebbe di “un cambio di rotta, ovvero di una reale volontà di dialogo nel pieno rispetto dei diritti di ciascuno e della Legge”.

Rocchetta – continua l’Ente – non vuole riconoscere la Legge 168 e i proprietari dei terreni come soggetto con cui doversi confrontare e ha espresso la volontà di non procedere al ripristino delle pertinenze nella Valle della Rocchetta. Di fronte a tale spregiudicato atteggiamento il complice silenzio di Regione e Comune si fa ancora più assordante“.

Sono evidenti gli elementi di crisi, forse non economica ma sicuramente ambientale, uniti al fatto che è entrata in vigore la nuova convenzione fino al 2040 che prevede altri obblighi per il concessionario anch’essi tuttora ignorati. Tutto ciò non rende più valida la precedente proposta di conciliazione.
Ad oggi, stante l’aggravarsi del contesto e ​volendo trovare una strada per la salvaguardia anche dell’impresa e dei posti di lavoro​, l’unica proposta che possiamo avanzare nel pieno rispetto della Legge, dei diritti della comunità e dei doveri statutari del nostro Ente, prevede
la chiusura immediata dei pozzi e il prelievo della sola acqua di sorgente. Unica soluzione che garantisce la tutela del bacino idrico e della risorsa acqua in assenza di studi di bacino certi e di affidabili sistemi di monitoraggio“.

Da parte nostra – conclude la nota stampa della Comunanza – abbiamo comunque manifestato in commissione la piena disponibilità a valutare qualsiasi proposta efficace di collaborazione e di utilizzo anche commerciale della risorsa acqua, a condizione ovviamente che si persegua la tutela della risorsa stessa. Terremo sempre in piena considerazione, come base di dialogo, qualsiasi progetto che rispetti le regole dell’uso civico e i diritti della Comunità sulle proprietà collettive e sul corpo idrico, che deve essere tutelato e controllato dalla Comunanza Agraria. Non possiamo farlo, ovviamente, al di fuori della Legge e dei principi costituzionali che, a maggior ragione in questo momento di grave crisi, invitiamo a seguire come unico faro condivisibile da tutti“.