Accattonaggio molesto. Prorogata l’ordinanza di divieto

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L’ordinanza contro “l’accattonaggio e la mendicità molesta“, introdotta nell’agosto dello scorso anno dal sindaco di Gualdo Tadino, è stata prorogata. Lo ha annunciato una nota dell’ufficio stampa che contiene anche una dichiarazione del primo cittadino Massimiliano Presciutti: “Dopo aver introdotto mesi fa con successo questa misura, abbiamo deciso di prorogare tale ordinanza che ha l’obiettivo di contrastare il degrado urbano, tutelare l’immagine della città e la sicurezza dei cittadini favorendo la cultura della legalità. Gualdo Tadino è una comunità esempio di accoglienza e integrazione, ma dobbiamo combattere chi sfrutta in modo improprio le persone e specula sulle situazioni di disagio. Tale ordinanza va ad aiutare, inoltre, anche il prezioso lavoro di tutte le Forze dell’Ordine con le quali collaboriamo quotidianamente e che in questi mesi ha portato risultati concreti riducendo questo fenomeno“.

Continueremo pertanto su questa strada che si sta mostrando molto efficace – prosegue Presciutti – La questione sicurezza e quella della legalità non hanno colore politico. Il nostro Comune è stato il primo in Umbria ad attuare ordinanze antiaccattonaggio ed antiprostituzione e vista l’efficacia dei provvedimenti successivamente altre città hanno deciso di seguire il nostro esempio”.

L’ORDINANZA – Prevede il divieto di accattonaggio e di mendicità moleste – con modalità ostinate, reiterate, continuative ed insistenti o minacciose – che turbi l’incolumità e la sicurezza dei cittadini o ne impedisca o limiti l’accesso, la fruizione o l’utilizzo delle aree, spazi o luoghi pubblici ed aperti al pubblico, su tutto il territorio comunale. Sono altresì vietate tali attività mediante il coinvolgimento di minori, anziani, disabili e lo sfruttamento di animali d’affezione.

Lo stesso provvedimento vieta di chiedere denaro (o altra utilità), compreso il rendersi disponibili a portare o scaricare merce, pacchi o borse o individuare posteggi liberi, nelle aree verdi pubbliche o di uso pubblico, nei  parcheggi pubblici o di uso pubblico ubicati nelle zone adiacenti di tutti i centri e degli esercizi commerciali della città, delle scuole di ogni ordine e grado, dei servizi di pubblica utilità e dei luoghi di culto.

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