Tagina e il gruppo Saxa Gres al LoppianoLab. Presentato il sampietrino “della legalità”

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L’economia circolare e il “Sampietrino della legalità” come esempi concreti, per dimostrare che lo sviluppo sostenibile non è una chimera. Le idee innovative del gruppo Saxa Gres, di cui fa parte dallo scorso anno l’azienda gualdese Tagina, hanno conquistato anche il pubblico riunitosi a Loppiano, la cittadella permanente del Movimento dei Focolari che si trova nel comune di Figline Valdarno, in Toscana.

L’occasione è stata la decima edizione del LoppianoLab, il Laboratorio per l’Italia che quest’anno ha guardato al Pianeta, puntando l’attenzione sull’enorme consumo delle risorse terrestri disponibili, con un obiettivo preciso: aprire prospettive di speranza, far capire che invertire questa tendenza è davvero possibile. 

Nell’occasione è stato presentato il Grestone, la pietra marchiata Saxa composta da un mix di gres porcellanato che include fino al 30% di materiali inerti derivanti dal ciclo dei rifiuti. “La dimostrazione – sotolinea il Gruppo Saxa Gres – che innovare e produrre rispettando l’ambiente e senza esaurire le risorse che offre è concretamente fattibile.” Una filosofia green che permette dai materiali arrivati a fine ciclo di creare nuove materie prime e con loro prodotti innovativi

In Toscana a rappresentare il gruppo industriale c’erano il dottor Raffaele Scamardì e la dottoressa Valentina Calcagni, del Communication Corporate Saxa Gres: sono stati tra i relatori alla tavola rotonda “Democrazia in città, democrazia della città”, che si è tenuta nel pomeriggio di sabato. Nell’ambito della discussione sulle tre parole chiave che sintetizzano le tematiche di questa edizione “Custodire”, “Valorizzare” e “Innovare”, c’è stato uno spazio per interrogarsi sulle reali possibilità di seguire uno sviluppo green e circolare, partendo proprio dalle nostre città.

Istituzioni, mondo della ricerca, imprese, associazioni: tutti intorno allo stesso tavolo, perché l’economia circolare parte anche da questo, dal mettere insieme diverse esperienze per raggiungere un obiettivo comune. Le scommesse vinte dal gruppo Saxa Gres ne sono testimonianza – evidenzia il gruppo – fabbriche ormai dismesse o avviate alla chiusura rilanciate, posti di lavoro e professionalità che si stavano perdendo tutelate e valorizzate, materiali di scarto utilizzati per creare prodotti di alta qualità e di design”.

Gli esempi pratici sono il sito dismesso della ex Marazzi Sud Ceramiche di Anagni che ha riassunto tutti i lavoratori ed ora produce a pieno regime il gres porcellanato da esterni Saxa Gres; la ex Ideal Standard di Roccasecca, protagonista di una vertenza nazionale due anni fa ed oggi interamente riconvertita nella produzione del sampietrino green Grestone, salvando tutti i circa 400 lavoratori tra diretti ed indotto; la storica Tagina di Gualdo Tadino, leader nazionale nella ceramica artistica da interno, salvata dal fallimento e avviata alla conversione nella circular economy; il Centro Impasti Ceramici di Spilamberto, anche questo rilevato dal fallimento, rimesso in attività, salvando tutti i posti di lavoro, creando così il primo eco distretto della ceramica green in Italia. 

Durante l’intervento del dottor Scamardì, il pubblico è stato attratto dall’innovativo sampietrino che viene realizzato a Roccasecca, molto più duro e resistente del suo antenato ma allo stesso tempo anche versatile. Scamardì ha spiegato perchè viene definito “della legalità”. Le ceneri utilizzate vengano dai termovalorizzatori, dove si bruciano rsu (rifiuti solidi urbani): materiali che adesso non finiscono più in discarica ma entrano a far parte di un nuovo ciclo produttivo, sono più tracciabili e controllati, proprio perché si inseriscono in un processo industriale. L’economia circolare e green conquista quindi un settore, come quello dei rifiuti, che da sempre  fa gola anche alla criminalità: un prodotto di recupero che di fatto toglie business ad un mercato a volte opaco.

A dimostrazione che l’argomento ha interessato molto il pubblico, le domande arrivate al termine del dibattito hanno riguardato proprio il Grestone. Qualcuno ha chiesto se ci fosse il rischio che le ceneri utilizzate nell’impasto della nuova pietra potessero disperdersi nell’ambiente e se potessero quindi esserci conseguenze per questo. Risposta: “No”. Scamardì ha spiegato che tutti i test eseguiti in laboratorio hanno dimostrato come la nuova molecola creata si saldi perfettamente, senza possibilità di dispersione. 

“Per fare in modo che questo nuovo prodotto si diffonda ancora di più – è stato ribadito durante il convegno – la pubblica amministrazione può giocare un ruolo fondamentale, utilizzandolo per esempio per ridisegnare le città o per interventi di manutenzione. Data la sua malleabilità infatti, può essere utilizzato anche per riprendere colori e forme di un tempo: la soluzione perfetta per i centri storici. Senza dimenticare le opportunità offerte dal Green Public Procurement, che consente di premiare nei bandi prodotti o servizi che hanno un minore impatto ambientale.”