Vendita del capannone JP? Il Pd chiede chiarimenti

Pubblicità

Chiarimenti sulle notizie che riguardano lo stabilimento della J.P. Industries di Gaifana. Sono quelli che chiedono dal Pd di Gualdo Tadino e Nocera Umbra dopo le dichiarazioni dei sindacati di categoria in merito alla prospettiva di vendita del capannone industriale di Colle di Nocera e del taglio oltre 350 lavoratori su circa 600 che oggi sono impiegati dall’azienda. Chiarimenti che il Pd chiede alla J.P. Industries e al Governo. 

“Non possiamo assolutamente accettare queste decisioni – evidenzia il Pd – A più riprese abbiamo chiesto spiegazioni ma ci siamo trovati davanti sempre a un muro di gomma. Quello che è certo è che la cassa integrazione, di cui usufruiscono da oltre un decennio i lavoratori, a questo punto appare come il classico tappeto sotto cui nascondere  la polvere, altro che strumento per la riorganizzazione e il  rilancio dell’azienda.”

“In diverse occasioni come Partito democratico abbiamo sottolineato che la chiusura dello stabilimento della ex Merloni e la conseguente perdita di posti di lavoro, sarebbe stata la mazzata definitiva non su due comuni, Gualdo Tadino e Nocera Umbra, ma su un territorio di oltre 50 mila abitanti – proseguono i Dem – I dubbi su queste decisioni sono diversi ma forse la questione più importante è conoscere chi acquisterà il capannone industriale. Stiamo parlando di una struttura di oltre 9 ettari coperti e 5 di parcheggio. Sapere chi sia ma soprattutto cosa ne vorrà fare potrebbe essere fondamentale per la risoluzione del problema. I dati di esperti economisti ci dicono che produrre certi tipi di  elettrodomestici in Italia non è vantaggioso, pertanto una riconversione potrebbe essere la vera svolta ma purtroppo sotto questo aspetto nulla emerge.”

Il Pd condivide con il sindacato la richiesta di riaprire  il tavolo ministeriale il prima possibile “Questo giocare a carte coperte dell’azienda favorisce  solo la  proprietà e non i dipendenti – conclude il Partito Democratico – Dipendenti che hanno fatto sacrifici enormi pur di tenersi il proprio lavoro. Infine, non capiamo come i soldi messi a disposizione attraverso gli strumenti quali la  legge 181 e i fondi regionali non siano stati utilizzati. Forse il tempo è scaduto ma ora o mai più si deve  prende di petto questa vertenza, per evitare una desertificazione di un territorio con ricadute negative sociali di notevole importanza.