Infrastrutture Alta Umbria, Biagioli (Uil): “Stiamo morendo di burocrazia”

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“Un’accelerazione sulle infrastrutture, così da rendere finalmente tutta l’area competitiva come merita”. Così Federico Biagioli, responsabile Uil Alta Umbria, nel corso della conferenza stampa tenuta con Cgil e Cisl a Gubbio in merito alle infrastrutture dell’Alta Umbria.

“Ci sono 76 milioni di euro da spendere, fermi per la Pian d’Assino per colpa della burocrazia. Stiamo morendo di burocrazia ed è necessario andare oltre, abbandonando la politica degli spot. Chiediamo che possano iniziare i lavori sulla SS 219 e un investimento serio per tutto il territorio, perché le infrastrutture sono il volano per un territorio che è sprovvisto di importanti arterie. Ben collegati, diventeremmo centrali per lo smistamento di merci. Occorre poi pensare alla prosecuzione della E78, alla definitiva messa in sicurezza della E45, alla piastra logistica di Città di Castello”.

Lo stesso Biagioli era intervenuto anche sulla convocazione della tavola rotonda del prossimo 28 gennaio tra l’assessore regionale Enrico Melasecche e i cittadini. “Non può che essere salutato con favore l’impegno della Giunta regionale per la situazione ferroviaria dell’Alta Umbria. L’auspicio è che all’interlocuzione con i comitati dei pendolari possa seguire anche un confronto con le parti sociali proprio in merito al sistema infrastrutturale ma anche a tutto il sistema economico dell’Alta Umbria”.

“L’impegno di gestire e migliorare la situazione infrastrutturale dell’Alta Umbria va nella direzione giusta – ha proseguito Biagioli – ma è opportuno rilanciare e avviare anche una concertazione con il sindacato per il rilancio di tutto l’Alto Tevere e l’Alto Chiascio, che costituiscono un crocevia strategico per tutto il Centro Italia. E’ per questo che sviluppare, completare e implementare il sistema infrastrutturale è necessario per la qualità della vita dei cittadini, ma è altrettanto utile al sistema delle imprese come volano di rilancio della crescita e dell’occupazione. L’impegno è quello di creare un sistema regionale virtuoso, per impostare un futuro solido alle prossime generazioni, che potranno così evitare di emigrare”.