Cai e Gruppo Speleo Gualdo Tadino, ecco “Montagne in movimento”

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Manca poco alla primavera e alla quarta edizione di Montagne in Movimento, serie di escursioni didattiche sull’Appennino, quest’anno legate al tema “La montagna come risorsa”.

Per il 2020 il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino e la locale Sezione del Club Alpino Italiano vogliono suggerire una riflessione tra passato e futuro sulle attività svolte in montagna per produrre reddito e occupazione. La formula dell’evento è ben collaudata: individuato il tema che fa da filo conduttore, si studiano dei percorsi in montagna e si ricorre a ricercatori ed esperti, che espongono ai partecipanti, con l’ausilio di filmati o altri strumenti didattici, le conoscenze di base. Poi nel corso delle escursioni si osservano le evidenze e si verificano le informazioni prima acquisite.

Al termine di ogni evento c’è un momento conviviale, utilizzando i rifugi di monte Penna e di monte Maggio, gestiti dalle associazioni. Il programma prevede una prima escursione domenica 1 marzo sul monte Penna, sopra Rigali, lungo i sentieri dei minatori fino alla Cava del Ferro, per concludere al rifugio Monte Penna.

Venerdì 1 maggio il raduno sarà invece a Valsorda: si salirà sul Serra Santa fino alle Cave delle Macine, dove sarà possibile capire come avveniva l’estrazione di macine da molino, per tornare poi e concludere al rifugio Monte Maggio, seguendo le tracce di antichi minatori e di moderni ricercatori delle cavità carsiche del nostro Appennino.

Martedì 2 giugno l’ultima escursione sul monte Cucco, dove da qualche anno è in atto un’interessante iniziativa per creare reddito dalla visita alle famose grotte con un impatto minimo, un buon esperimento di turismo ecosostenibile. Sulle orme dei gualdesi che nei primi anni del novecento esploravano la grotta, si percorreranno gli enormi saloni della Cattedrale e Margherita, il Ramo Miliani fino a quello che tra Ottocento e Novecento era detto il “Non plus ultra”.

Le escursioni saranno, per quanto possibile, rese agevoli e facilitate dalla presenza di numerosi esperti del Cai e del Gruppo Speleo.