Jp, Fioroni: “La chiusura dello stabilimento di Colle sarebbe disastrosa”

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“Forte preoccupazione rispetto all’impatto della proposta concordataria dell’azienda ex Merloni” è stata espressa dall’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni.

Fioroni stigmatizza “la chiusura prevista dello stabilimento di Gaifana e il disastroso impatto che avrà sull’economia dell’area appenninica umbra”. L’assessore regionale chiede con forza “la necessità di una verifica con il Mise già richiesta da parte della Regione Umbria e per cui non vi è stata ancora una convocazione, e chiede in tempi rapidi la proroga e la rimodulazione dell’accordo di programma che viene a scadere il 18 marzo 2020″.

“La Regione Umbria – continua Fioroni – è indisponibile a gestire mere misure di politica attiva del lavoro senza ragionare di un sistema integrato di politiche industriali in grado di prospettare un programma di reindustrializzazione dell’area umbro marchigiana”. L’assessore ha riaffermato la disponibilità della Regione a mettere in campo risorse e programmi di intervento, in grado di operare in modo integrato con le politiche nazionali.

Intanto questa mattina si è tenuta nello stabilimento di Colle di Nocera Umbra la prima delle due assemblee dei lavoratori (la seconda è in programma giovedì prossimo a Fabriano) durante la quale ai lavoratori della Jp Industries è stato spiegato il piano industriale che ieri la proprietà ha illustrato ai sindacati.

“L’aria che tirava tra i dipendenti mi è sembrata di forte rassegnazione, il piano in sostanza non dà né occupazione né certezza lavorativa – spiega Luciano Recchioni, delegato Fiom-Cgil – Ci sono più “ma” e “se” che operai nel piano industriale. Il vicolo chiaramente è cieco: o si attende il 31 luglio, data di scadenza della cassa integrazione, o si ragiona su questo nuovo piano. Come sindacato altre vie di uscita non ne vediamo, ma non è nostro obiettivo riproporre un film già visto come quello della Merloni. È necessario che al piano industriale venga messo un taglio diverso e l’accordo di programma prolungato, visto che scade il 28 marzo, ma soprattutto posto a difendere chi perderà eventualmente il posto di lavoro.”