Sanità, continua lo scontro tra le forze politiche gualdesi

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A distanza di quattro giorni dal consiglio comunale aperto sulla sanità, non si placa lo scontro tra le forze politiche di maggioranza e opposizione. A tornare sull’argomento sono il Pd e SiAmo Gualdo, ovviamente con punti di vista contrapposti.

Il Partito Democratico rimarca nuovamente l’assenza sia delle opposizioni che di esponenti della giunta e della maggioranza in Regione, in particolare del vicepresidente Roberto Morroni, al consiglio di giovedì scorso. Il Pd gualdese evidenzia che vi era “l’urgenza di far capire come la nuova Amministrazione Regionale intendesse gestire la sanità nella fascia appenninica. Anche in virtù del fatto che il neo assessore Regionale alla sanità, più volte sollecitato e contattato dal Sindaco Presciutti non ha mai risposto.”

“Dal governo della Regione fino ad arrivare alla minoranza del Consiglio Comunale di Gualdo Tadino, non ci aspettiamo nè sostegno nè regalie – sottolinea il Pd – ma pretendiamo il rispetto delle istituzioni, questo si. In questi giorni alla Regione Umbria si stanno facendo dei bilanci e spostare di 15 giorni questo Consiglio Comunale aperto, come richiesto dall’opposizione, avrebbe fatto molta differenza, in negativo, per la nostra città.” 

“A pensare male si fa peccato certo, ma queste assenze, da partito politico serio e coscienzioso quale siamo non ci fanno pensare positivo. Sappiamo bene quale ideologia abbia il centro-destra in questo paese e saremo sempre contrari a una privatizzazione della sanità. La scelta di avere un assessore proveniente da fuori Umbria può avere varie letture ma se l’obiettivo è quello di tagliare teste e soprattutto servizi, di certo non saremo noi a dare sponde”, conclude il Partito Democratico di Gualdo Tadino.

Di tutt’altro avviso Roberto Cambiotti, capogruppo di SiAmo Gualdo, che attacca il sindaco Presciutti per “aver sbandierato durante l’ultima campagna elettorale la riapertura del vecchio nosocomio come cosa già fatta, e invece, a leggere carte e delibere, nessun impegno economico era stato mai preso dalla passata Giunta regionale.”

“In realtà gli interventi per il Calai passavano di piano triennale in piano triennale senza mai trovare copertura. Come si faceva a dire che i lavori sarebbero partiti presto? Una chiara ed evidente mistificazione della realtà, tanto più grave allora quanto più concreta oggi, dal momento che si continua a distorcere fatti e circostanze – è la lettura di Cambiotti – Appare sbalorditivo che adesso si voglia affossare la responsabilità di oltre 6 anni di errori e bugie alla nuova maggioranza di Governo regionale, rea, secondo la Giunta gualdese, di non interessarsi al nostro territorio.”

Per il capogruppo di SiAmo Gualdo è un progetto dannoso e irrealizzabile quello sul Calai varato dall’amministrazione Presciutti. “Siamo al dentro di una crisi del comparto edile e del mercato immobiliare da far impallidire qualunque economista, eppure a Gualdo si spera in un qualche acquirente pronto ad investire in una zona già morta. Per riaprire il Calai è urgente una revisione totale del progetto, che preveda parte del vecchio protocollo d’intesa. In città occorrono servizi sanitari su scala regionale e non solo, è impensabile considerare un semplice trasloco una buona soluzione per dare nuovo impulso all’economia. Con l’Assessore regionale bisogna individuare i bisogni di un’intera Regione, e cercare di rispondere a questi proprio attraverso il nostro Calai. Il resto sono parole al vento, di una Giunta comunale palesemente inconcludente”, chiosa Cambiotti.