“Cosa sta succedendo alla cava di Pian delle Quaglie?”, la Comunanza solleva interrogativi

Pubblicità

“Cosa sta succedendo alla cava di Pian delle Quaglie? Dopo i precedenti del 2013, è di nuovo in pericolo l’ambiente gualdese?” Se lo chiede la Comunanza Agraria Appennino Gualdese in seguito a una indagine, iniziata nel 2018, diretta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Ancona denominata “Fango & Cash”, a seguito della quale i Carabinieri Forestali dei Gruppi di Ancona, Macerata, Ascoli Piceno e Rimini che hanno eseguito misure cautelari a carico di 5 soggetti e 4 società, disposte dal Gip del Tribunale di Ancona.

Due persone sono agli arresti domiciliari, una colpita da obbligo di dimora, due da misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale. L’indagine ha portato anche al sequestro di 76 camion, mezzi d’opera, cave, impianti di gestione e terreni.

“Iniziamo da qualche mese fa – scrive la Comunanza Agraria – quando sono ripartiti i lavori di riambientamento alla cava di Pian delle Quaglie – loc. Vaccara – autorizzati dal Comune di Gualdo Tadino per i terreni di propria competenza, e bloccati dalla Comunanza sulle proprietà collettive. Da allora tutti hanno potuto constatare il consueto andirivieni di mezzi pesanti.

“In tale occasione la Comunanza Agraria Appennino Gualdese – prosegue la nota – oltre a sollevare alcune questioni poco chiare presso il commissariato Usi Civici (con udienza fissata per il mese di maggio prossimo), dopo un confronto in assemblea utenti inviò immediatamente diffida alla ditta aggiudicatrice intimando di non operare in alcun modo sui terreni della cava medesima. Una scelta forte, apparentemente immotivata, e contro gli interessi della Comunanza stessa che ha così rinunciato a un importante entrata economica.”

In tutti questi mesi nessun altro soggetto – istituzioni, associazioni ambientaliste, cittadini – ha mai sollevato alcuna questione, distratti forse da un normale intervento di diradamento delle pinete, e se vi fosse stata collaborazione tra Comune e Comunanza – come da noi sempre auspicato – si sarebbe forse potuto evitare del tutto un intervento a fortissimo rischio ambientale. Oggi non c’è traffico di mezzi pesanti dalle cave gualdesi”

Ci preme sottolineare – conclude la nota – che è di nuovo la Comunanza l’unico ente – escludendo la procura di Ancona – ad opporsi a delle scelte che mettono a repentaglio il futuro del nostro ambiente. Al di là di ogni possibile polemica o confronto rispetto alle scelte di altri, è l’azione della Comunanza Agraria che per quanto possibile, rinunciando ad importanti e facili introiti, ha di nuovo agito a tutela di un’area insistente su falde acquifere e già interessata in passato (2013) da gravissime criticità ambientali.”