Gualdo Tadino, lo spettacolo della natura

Pubblicità

“Ripartiamo Insieme” e “Bella e Sicura” sono solo due delle parole d’ordine che contraddistinguono l’Umbria e soprattutto Gualdo Tadino.

Gli hashtag, ormai imprescindibili compagni del mondo digitale, fanno entrare di buon diritto la città tra le mete più sicure per una vacanza tutta dedicata alla cultura, al buon vivere, alla cultura, alla “lentezza”, intesa come totale relax ed estraniazione dalla frenetica vita delle grandi metropoli.

Un invito a godere delle nostre bellezze, quello della pagina Facebook “Gualdo Tadino – Tradizione, Arte, Emozioni“, che porta in evidenza come, dopo l’incoronazione della regione Umbria da parte del New York Times e di svariate testate inglesi tra le mete più belle da dover assolutamente visitare in questo stentato 2020, anche l’Università della Valle d’Aosta e la Libera Università di Bolzano, magnificando la sicurezza e la bellezza delle cime italiane, spingono il turista a godere dei panorami che le nostre alture ci concedono.

Quale migliore meta, allora, se non Gualdo Tadino? Il profilo della montagna non è solo muta cornice di uno storico borgo ricco di tradizioni, ma anche spazio fruibile che non delude mai.
Siamo sicuri che la vista, dalla cima della Serrasanta, rimarrà indelebile nei ricordi di chiunque.

© GUALDO NEWS

Articolo precedenteFollia in piazza Martiri: con l’auto contromano in mezzo alla gente!
Articolo successivo“Arrivò Claude e vinse il buio”. A luglio il libro di Moira Lilli
Laureando alla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli studi Perugia, pur lavorando spesso come traduttore di lingua francese, di cui è madrelingua. È cresciuto infatti in Belgio, al seguito del padre impiegato presso la NATO, dove è nato l’interesse per la storia tra castelli e profili nordeuropei. Ha studiato presso la Scuola Militare Teuliè di Milano frequentando il Liceo Scientifico Europeo in culture classiche. Iscrittosi poi all'Università degli Studi di Perugia Nel 2018 ha pubblicato il romanzo storico "Poi si fece buio", nel 2019 il racconto con postfazione storiografica "La leggenda dell'Arco" e "Un rumore lontano" e nel 2020 "Di luce e d'ombra", con un'ampia sezione saggistica di storia locale. La partecipazione al Festival del Medioevo di Gubbio lo ha portato vicino al mondo delle case editrici, così da poter dare il via a diverse collaborazioni attraverso le quali realizza testi di ricerca storica saggistica su alcune città del centro Italia e il mondo dei libri lo ha inserito nell'ambito dei concorsi letterari, per i quali è stato nominato giudice di commissione.