PD: “Dipendenti Raeegest senza stipendio. Gestione vergognosa”

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Gli operai dell’azienda Raeegest, sequestrata a causa dei noti fatti avvenuti lo scorso gennaio sono al centro di un comunicato stampa della sezione di Gualdo Tadino del Partito Democratico, che si domanda quali siano le sorti di 16 persone attualmente senza stipendio e senza ammortizzatori sociali.

Vogliamo accendere un riflettore su questa vicenda vergognosa e tutta italiana – dicono dal PD – Il tribunale a febbraio ha nominato un amministratore giudiziario e ad oggi non si capisce cosa stia facendo. Non ha riattivato la produzione, non ha ceduto l’attività, non ha inoltrato domanda di cassa integrazione, non ha licenziato gli operai ad oggi ancora dipendenti della stessa“.

Il tribunale si è limitato a porre quesiti sugli ammortizzatori sociali e in questo bel paese dove la burocrazia regna sovrana dove l’ignoranza, il menefreghismo di una classe dirigente impazzita non si riesce a dare nessuna risposta a chi non ha più un reddito da sei mesi“.

Il Partito Democratico fa notare che, se l’azienda fosse stata sequestrata per un reato legato alla associazione mafiosa, i dipendenti sarebbero stati coperti dalla cassa integrazione. Cosa invece non è prevista per i reati oggetto del sequestro.

Dove sono i parlamentari che scrivono queste vergognose ed ingiuste norme? – continua la nota stampa – Cosa stanno facendo, nonostante le ripetute sollecitazioni del sindaco di Gualdo Tadino, per risolvere questo vergognosa situazione? A nostro avviso nulla. L’unica possibilità per risvegliare un minimo di sensibilità verso queste tematiche, sarebbe quella di far provare loro le conseguenze delle stupidaggini che scrivono nelle norme che votano e lasciarli per sei mesi senza stipendio“.

Se non avete la forza di risolvere il problema – chiudono dal PD – dite ai portatori delle ‘verità vere’ e ai loro amministratori giudiziari, che nelle aziende che sequestrano vi lavorano persone che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini e forse è meglio licenziarli. Almeno avranno per un po’ di tempo la copertura della Naspi“.