La Comunanza presenta il progetto “San Guido, porta della montagna”

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Si è svolto venerdì 3 luglio presso “La terrazza di San Guido” il secondo forum con la presentazione del progetto “San Guido, porta della montagna”, promosso dalla Comunanza Appennino Gualdese.

E’ il primo risultato del più ampio programma La Montagna delle Meraviglieche in una prima fase, aperta ad associazioni, imprese, professionisti, cittadini, ha identificato vocazioni, criticità e potenzialità dell’Appennino Gualdese così come ricostruite dai partecipanti, che hanno identificato anche alcune priorità di intervento.

Un progetto che sarà diviso in quattro fasi, attivabili separatamente, per un valore complessivo di 500mila euro: la prima prevede la riapertura del casottino di San Guido, nell’area dell’ex ristorante, che diventerà un info point gestito dalle associazioni che aderiranno, con il coinvolgimento anche di aziende private che potranno mettere in vetrina i loro prodotti agroalimentari.

Il secondo passaggio riguarda la sistemazione dell’area verde con la realizzazione di bagni e docce a disposizione di atleti ed escursionisti e di una pista di “pump track” per appassionati di mountain bike: si tratta di un percorso modulare composto da curve, gobbe e paraboliche da affrontare senza la spinta dei pedali, ma spingendo (ovvero “pompando”) solo su dorsali, braccia e gambe.

Il terzo step, quello economicamente più oneroso, riguarda la riqualificazione dell’ex ristorante per la quale si prevede l’utilizzo dei fondi Psr, il Piano di sviluppo rurale. L’iter per la richiesta di finanziamento è stato avviato e la Comunanza è in contatto con il Cai nazionale intenzionato a sostenere l’intero progetto.

La quarta e ultima parte prevede la sistemazione e valorizzazione della terrazza del ristorante (che diventerebbe un punto panoramico) e della montagna adiacente con la realizzazione anche di un parco micologico e di un mini parco avventura.

PRIMA FASE – L’area di San Guido, con la sua conformazione a “livelli” che dal parcheggio proseguono mano a mano sin dentro al bosco, è stata scelta come primo progetto anche per la forte valenza simbolica, situata esattamente tra la città e il monte. Il suo recupero simboleggia l’inizio della ricostruzione di un rapporto, quello tra uomo e montagna, che negli ultimi decenni è andato via via indebolendosi.

“Come anche in altre parti d’Italia, dal dopoguerra si è assistito ad un progressivo abbandono delle aree interne a favore delle aree industrializzate – evidenzia la Comunanza – Da un rapporto di custodia e tutela che i nostri avi avevano per le proprietà collettive si è passati ad uno unidirezionale in cui dalla montagna si è preso tanto (legna, fieno, acqua, roccia di cava…) e restituito poco. La montagna è diventata così ai giorni nostri un grande luogo di fruizione per bikers, escursionisti, associazioni, ma non si sono mantenuti le tradizioni ed i legami che sin da piccoli ci educavano anche alla cura dell’ambiente e non solo al suo sfruttamento, come ad esempio la Festa dell’Albero in cui le maestre accompagnavano i bambini in montagna e insieme ad essi piantavano ogni anno nuovi alberi. Ad esclusione di pochi, non se ne è mantenuta la conoscenza, tanto che la maggior parte dei gualdesi che usano Valsorda per la propria “ricreazione” (come scrivono i documenti dell’epoca) oggi non ne conoscono più i ritmi naturali, gli animali che la popolano, le tradizioni, le modalità e i tempi dello sfalcio dei prati.”

“Tutto è stato delegato e solo oggi, di fronte a un lungo periodo di crisi industriale, accentuato nelle nostre aree con le crisi di importanti aziende, e di grande crisi ambientale e cambiamenti climatici, ci si è accorti che non si è stati più capaci di curare e utilizzare la grande risorsa che è la montagna – prosegue la Comunanza – Che può essere utilizzata anche per il turismo, o la produzione di materie prime per aziende locali, a condizione però che la sua conoscenza e la sua custodia siano pilastri su cui fondare questo nuovo rapporto.”

“Questa è la grande sfida che oggi si pone la Comunanza Agraria nel mettere a disposizione degli utenti monte e dei gualdesi l’esperta consulenza tecnico-scientifica dell’Università Politecnica delle Marche. Oggi con questo progetto, che entrerà ora in una fase di perfezionamento con tutte le associazioni e gualdesi interessati. Domani con i progetti in partenza su altre proprietà collettive: Valle del Fonno e Gola della Rocchetta, rete dei rifugi montani, mappatura e riattivazione di oltre 2000 ettari di montagna per verificarne da una parte le potenzialità produttive e dall’altra le azioni di tutela, sostenibilità e contenuti che si possono attuare per la tutela e valorizzazione del nostro ambiente naturale”, conclude la Comunanza Agraria Appennino Gualdese.

Tutti i lavori, documenti, video, saranno sempre pubblicati all’indirizzo https://www.appenninogualdese.com/territorio/la-montagna-delle-meraviglie

La presentazione è visibile integralmente all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=_tJPfpe1G5w