Licenziamenti alla Jp Industries, si muovono Regione e Governo

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“La Regione Umbria ha richiesto un incontro urgente al Ministero dello Sviluppo Economico concernente l’Area di crisi “A.Merloni – J.P. Spa”. Lo ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico della Regione Umbria, Michele Fioroni in seguito all’avviamento della procedura di messa in mobilità di tutti i lavoratori dell’azienda.

Questa vicenda rappresenta da alcuni anni una della crisi industriali più rilevanti in Italia, sia in termini occupazionali, sia per le drammatiche ricadute che ha determinato e rischia ulteriormente di determinare sul tessuto economico e sociale di un ampio territorio ricompreso fra l’Umbria e le Marche.

Gli sviluppi recenti con il ritiro da parte dell’azienda della procedura concordataria e l’aperura della liquidazione, hanno generato gravi preoccupazioni ed allarme tra le comunità locali – ha detto Fioroni – nella consapevolezza che ciò comporterebbe oltre ad inaccettabili sacrifici occupazionali, un indebolimento irreparabile dell’apparato produttivo dei territori. Sentite dunque le amministrazioni comunali, abbiamo ritenuto necessario ed improrogabile un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico che consenta di acquisire un quadro di informazioni aggiornato che, tenendo conto degli strumenti di politica industriale disponibili, consenta di avviare un percorso in grado di dare positiva soluzione alla vicenda”.

SI MUOVE IL GOVERNO – Intanto la sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico Alessia Morani si dice sconcertata per la procedura di mobilità avviata per i 584 dipendenti della ex Jp, oggi Indelfab e, dopo aver contattato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, ha dato la propria disponibilità ad incontrare, a partire da lunedì prossimo, le Rsu di Umbria e Marche. Inoltre, in accordo con la sottosegretaria Todde, ha annunciato la convocazione di un tavolo di crisi per la prima metà di settembre.

“Non abbandoneremo di certo quei lavoratori – ha detto la sottosegretaria – Lo stupore è tanto più grande per il fatto che abbiamo fatto numerosi incontri con la proprietà e le parti sociali per trovare insieme una soluzione. Siamo rimasti costantemente in contatto con la JP industries che non più tardi della prima settimana di agosto ci aveva assicurato la volontà di presentare una nuova istanza di concordato al tribunale di Ancona. Il Ministero dello Sviluppo Economico si è dotato nel frattempo di nuovi strumenti di soluzioni delle crisi, oltre a quelli già previsti dalla legge 181/89, attraverso il fondo per le crisi d’impresa istituito con il Decreto Rilancio dove si prevedono interventi nel capitale sociale delle imprese con più di 250 dipendenti e contributi a fondo perduto finalizzati alla tutela dei livelli occupazionali. Questi strumenti possono essere messi a disposizione anche per affrontare la crisi della JP industries che si trascina ormai da quasi dodici anni. Aspettavamo un piano industriale che non è mai arrivato – ha concluso Morani – e per questo riteniamo inaccettabile che siano i lavoratori a dovere pagare per questa inerzia”.