I carabinieri forestali: “Il laghetto di Valsorda è un abbeveratoio”

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La vicenda del laghetto di Valsorda, da anni al centro di numerose polemiche per essere utilizzato come abbeveratoio dai bovini che pascolano nella zona e oggetto il 14 agosto di una ordinanza da parte del sindaco di Gualdo Tadino, si tinge di un nuovo capitolo che cambia molte delle carte in tavola.

Il comandante regionale carabinieri forestali, colonnello Gaetano Palescandolo, in una lettera di risposta al sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, sottolinea che quel laghetto non ha una origine carsica, come sempre ribadito dalle associazioni ambientaliste e mai finora contestato da alcuno, bensì è stato creato artificialmente, con interventi di manutenzione a più riprese documentati, al preciso scopo di fornire un punto di abbeveraggio per il bestiame”. Il Comune, nell’ordinanza, aveva vietato proprio l’abbeveraggio poiché ritenuto abusivo e a rischio di “comprometterne l’ecosistema e di creare pericolo per la salute pubblica”. I carabinieri forestali evidenziano inoltre che il laghetto è l’unica fonte di approvvigionamento acqua per i pascoli affittati dalla Comunanza Agraria.

Il comandante regionale, sottolineando che la stazione di Gualdo Tadino “non versa in condizioni di carenza di uomini e mezzi” e che è “fra le più efficienti della regione”, puntualizza che “non è previsto, in caso di omessa custodia, il sequestro amministrativo dei capi” di bestiame, come invece chiedeva l’ordinanza del sindaco.

Ricorda inoltre che questo tipo di problematica non è una priorità e una esclusività del reparto e conclude ribadendo “i doveri e responsabilità della Comunanza Agraria in qualità di gestore sulla cura, conservazione e controllo del patrimonio collettivo, ivi compreso i territori adibiti a pascolo.”

Resta adesso da capire, al di là della natura del laghetto sulla quale immaginiamo ci saranno ulteriori prese di posizione, come si potrà risolvere il problema (poiché a nostro avviso di problema di sicurezza si tratta, e neanche di poco conto, segnalato anche sui social da diversi cittadini) dovuto alla presenza di bovini sulla Valsorda.