Comunanza: riprende l’attività della tartufaia Capralina

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Era ferma da decenni e ora, grazie all’attività della Comunanza Agraria, rinasce l’attività della tartufaia di Palazzo Mancinelli.
A seguito della manifestazione di interesse pubblicata nel mese di gennaio per la ricerca di nuovi gestori, che ha visto la partecipazione di molti pretendenti, è stato infatti sottoscritto in questi giorni il nuovo contratto d’affitto con l’azienda agricola vincitrice, un’azienda a conduzione familiare specializzata della coltivazione e commercializzazione di tartufo fresco.

Con questo accordo riparte così la coltivazione e gestione della tartufaia in località “Capralina” che si estende per alcuni ettari sulle colline sovrastanti Categge, tra le colline di Fossato di Vico e le sorgenti di Palazzo Mancinelli, sviluppandosi su terreni in grado di produrre Tuber melanosporum e Tuber aestivum, noto ai più con il comune nome di “scorzone”.

La rinascita di questa attività – dicono dalla Comunanza – oltre ad arricchire il territorio montano di una nuova attività economica perfettamente integrata con la nostra montagna e rispettosa dell’ambiente, consente di recuperare un’altra delle tante risorse montane abbandonate per decenni“.

La tartufaia di Capralina era stata realizzata negli anni sessanta dall’amministrazione dell’Appennino Gualdese in collaborazione con l’allora Corpo Forestale dello Stato. Successivamente come tutti i beni della Comunanza fu incorporata nel patrimonio gestito dal Comune di Gualdo Tadino. E’ stata sede di attività sperimentali dell’Università di Perugia fino al 2003 e poi fu abbandonata a sé stessa e alle attività di ricercatori di frodo.

Oggi, dopo un lungo periodo di abbandono, sarà rimessa a nuovo nelle parti devastate e segnalata con nuove tabellature, così da dare visibilità all’area in cui è vietato l’accesso.

Questo recupero si integra perfettamente con il progetto a lungo termine ‘La Montagna delle Meraviglie‘ – scrive la Comunanza – che vede impegnato l’Ente e coinvolte tantissime realtà locali, e determinerà ovviamente un nuovo introito che, come da Statuto della Comunanza, sarà interamente reinvestito in opere per la montagna, nell’interesse degli utenti monte e delle comunità che la vivono“.